RICONOSCIMENTI

LAssociazione nazionale e le Associazioni territoriali hanno ricevuto, nel corso di questi anni, diversi riconoscimenti: 

 

– Patrocinio Senato della Repubblica per la II Settimana della CCSVI – Anno 2016 

 

– Premio “Marco Biagi” all’Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla – Emilia Romagna – Anno 2016 

 

– Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana On. Sergio Mattarella per il concerto “Musica per la Ricerca” del 4 maggio 2015 in occasione della I Settimana della CCSVI 

 

– Patrocinio del Senato della Repubblica per la I Settimana della Consapevolezza sulla CCSVI 

 

– Patrocini di 55 tra Comuni e Città per la I Settimana della Consapevolezza sulla CCSVI. 

– 26 Novembre 2016: I nostri volontari del Servizio Civile nazionale  hanno incontrato Papa Francesco. 

Su invito del Sottosegretario di Stato Luigi Bobba, in occasione dei quindici anni dall’istituzione della legge sul Servizio Civile Nazionale, i Nostri volontari del SCN hanno incontrato Papa Francesco il giorno 26 novembre 2016 presso la Sala Nervi di Città del Vaticano. Per noi è stato un grande onore che Papa Francesco abbia voluto rivolgere ai giovani in Servizio civile un saluto particolare insieme a parole di apprezzamento per la scelta di dedicare un anno della loro vita ad opere, progetti e attività di alto valore sociale. 

– Pasqua 2015: 

Il cardinale di Bologna Carlo  Caffarra, emulando il buon samaritano, si reca in visita pastorale nella abitazione del nostro socio fondatore Alessandro Cavazza. 

– Premio Marco Biagi 2016 conferito alla nostra Associazione. 

 Il premio è arrivato alla sua decima edizione e ha voluto valorizzare le associazioni senza fine di lucro  che si sono particolarmente distinte nellassistenza sociale e sanitaria e nella formazione di persone e  categorie svantaggiate. Così il presidente della Associazione CCSVI nella sclerosi multipla Emilia-Romagna Francesco Tabacco è intervenuto a margine del conferimento del premio. Il conferimento del premio all’associazione che presiedo e per me una grande opportunità, poiché per me  che ho avuto l’onore di conoscere il professor Marco Biagi è occasione per ricordare alle giovani  generazioni che Biagi fu ucciso per le sue idee di riforma del mercato del lavoro in Italia, contenute nel  Libro Bianco, un documento scritto insieme a Maurizio Sacconi e altri giuristi. Pensava all’Europa Marco Biagi. A quell’Europa che «occupa» ma soprattutto sa «rioccupare». E lo aveva  fatto in anticipo, intuendo l’inevitabilità di uno sguardo ampio, di un approccio senza condizionamenti. Pensava che non ci sono tutele se le tutele non sono per tutti. A 14 anni dalla sua morte, si riparte da qui. Da quello che del suo Libro Bianco è stato realizzato, ma pure da quello che non lo è stato. Da quelle, ad  esempio, agenzie per il lavoro che, prima, quando l’economia cresceva, hanno caratterizzato il lavoro in  somministrazione come la porta d’ingresso verso un’occupazione stabile, e che oggi, che i numeri tra  recessione e spread sono quel che sono, si candidano ad essere una stampella nei processi di  collocamento. Si riparte dall’apprendistato che ha, a lungo, rischiato di finire “fuori moda”, destinato solo  ad alcune professioni artigiane di nicchia, e che ora invece sarà il contratto prìncipe per assumere tecnici,  certamente, ma anche ricercatori, avvocati, commercialisti. Si riparte dalla convinzione che se è dei  giovani e degli inoccupati che bisogna in particolare occuparsi non per questo bisogna scordare chi è dall’altra parte del percorso: chi il lavoro l’ha avuto ma, poi, lo ha perduto.  

 

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