Sabato 11 maggio, presso il Centro Polispecialistico MEDINFORMA, diretto dal dottor Lucio Catamo, in Via Emilia Ponente, 62/2a, 40133 Bologna, nell’ambito del Festival itinerante Borgo Salus si è svolto un incontro per approfondire l’utilizzo anche per la sclerosi multipla della ossigeno-ozonoterapia.

L’ozonoterapia nella sclerosi multipla, come in altre patologie degenerative del sistema nervoso centrale, può dare aiuto e supporto perché riduce lo stress e il processo infiammatorio.

L’ozono – come spiega lo studio a cui partecipa il professor Paolo Tordiglione del Policlinico Umberto I di Roma- è in grado, seppure in maniera transitoria, di aumentare il flusso cerebrale con un’azione rigenerativa sulle cellule colpite dal processo infiammatorio e degenerativo della sclerosi multipla.

L’ozono-terapia, quindi sempre più sta prendendo piede negli ultimi anni per la cura delle ernie discali e per i problemi alla circolazione arteriosa ed oggi, anche per la sclerosi multipla. L’ossigeno ozono-terapia è così chiamata perché prevede l’utilizzo dell’ossigeno e dell’ozono. Questa terapia favorisce il rilascio dell’ossigeno ai tessuti e svolge diverse azioni: antinfiammatoria, analgesica, antimicotica e antibatterica.

Anche se non si tratta di una reale novità, i confini delle applicazioni dell’ozono non sono ancora ben definiti.

Esperienze ed evidenze si sono accumulate in tutto il mondo, ma, ha sottolineato il professor Tordiglione, la sensazione è che molte possibilità offerte dal corretto utilizzo di questa miscela di gas siano ancora da esplorare, soprattutto nelle patologie degenerative come la sclerosi multipla.

La molecola dell’ozono migliora la circolazione e l’ossigenazione dei tessuti e aiuta a interrompere la cascata biochimica pro-infiammatoria che si forma nei processi infiammatori. L’azione terapeutica della molecola dell’ozono è stata ampiamente studiata: attiva processi metabolici, stimola i processi immunitari agendo sulle citochine e i macrofagi. In effetti, offre qualcosa in più rispetto alle terapie tradizionali. Nel corso del suo intervento il professor Paolo Tordiglione ha ribadito quanto già affermato il 20 ottobre 2018 presso il Policlinico Umberto I – Università La Sapienza Roma al IX CONGRESSO NAZIONALE NUOVA FIO.