Terzo trofeo Single Bell Bologna

Terzo trofeo Single Bell Bologna

Il mondo del calcio solidale e sostenitore della lotta contro la sclerosi multipla.

Presentato oggi 21 maggio 2019 presso il Centro Unesco di Bologna in via Galliera 4 a Bologna, l’evento sportivo del 31 maggio 2019 presso il Centro Sportivo di Granarolo dell’Emilia (Bo) e che vedrà diverse personalità del mondo sostenere la lotta alla sclerosi multipla.

Tante le Star del mondo del calcio nazionale ed internazionale. La kermesse vedrà coinvolti Campioni del Mondo, calciatori e allenatori di calcio di serie A; Marcello Castellini, Marco Di Vaio, Paolo Stringara,  Renato Villa, Lorenzo Marronaro, Fabio Poli, Pedro Pablo Pasculli, Egidio Notaristefano, Roberto Mozzini, Dario Morello, Lamberto  Boranga, Francesco Romano, Maurizio Neri, Roberto Bosco, Marcello Montanari e Claudio Treggia.

L’evento solidale e benefico è finalizzato alla raccolta di fondi per sostenere il progetto della CCSVI “verso Borgo Salus”. Promuovere e attivare ogni percorso per costruire e mantenere uno stato di benessere resta l’obiettivo principale. Ma come? E con quale strategia? Educare a corretti stili di vita fin dalla prima infanzia è l’obiettivo che si pongono i promotori del Borgo Salus, che si realizzerà attraverso due piani e due percorsi diversi:

  1. il centro di telemedicina e diagnostica avanzata a Granarolo dell’Emilia e, contestualmente, avviare in diversi Centri dislocati nel Paese L’utilizzo dell’ossigeno-ozono terapia: questa già consolidata pratica terapeutica anche per la sclerosi multipla. Sono molte le patologie trattabili con ossigeno-ozono terapia, in modo risolutivo o palliativo. Tutti i trattamenti hanno un denominatore comune: l’ozono non è un farmaco. È assolutamente naturale. In un epoca di alta concentrazione di sostanze chimiche nel nostro organismo, è un vantaggio non da poco e può essere incluso tra le terapie antinfiammatorie, come il cortisone, ma non ha nessuno degli effetti collaterali di questo farmaco, ha una azione neuro protettiva e rigenerativa sulle cellule cerebrali colpite dal processo infiammatorio e degenerativo provocato dalla sclerosi multipla.
  2. il festival itinerante Borgo Salus.

Piani e percorsi diversi ma convergenti nell’unico obiettivo: promuovere il benessere.

L’evento è promosso ed organizzato dall’Associazione no profit “Single  Bell Bologna” (S.B.B.) e da E.N.A.C. (ENTE NAZIONALE ATTIVITA’  CULTURALI) in stretta collaborazione con l’Associazione nazionale CCSVI nella sclerosi multipla e si svolgerà con il patrocinio del Comune di Granarolo dell’Emilia, della Città Metropolitana di Bologna, UNESCO e della Regione Emilia Romagna.

Nel corso della giornata saranno presenti i Volontari del Servizio civile Nazionale nell’ambito di questa iniziativa che si configura, anche, come evento di sensibilizzazione al Servizio Civile Universale 2019 e sarà presente anche una rappresentanza del Corpo Internazionale Volontari Soccorso Umanitario una emanazione dei corpi sanitari ONU.

Programma dell’evento:
Ore 17:00: Memorial Francesco Minelli
ore 18:00 quadrangolare di calcio a 7 tra le scuole calcio categoria  allievi (anni 2007/2008) delle squadre:

* Granarolo;

* Barca-Reno;

* Mezzano di Ravenna;

* Bologna F.C. 1909;

Ore 19:30 premiazione delle squadre giovanili

Il Soprano Antonella orefice intona l’Inno d’Italia.

Ore 20:30 incontro di calcio Triangolare tra le squadre:

* Single Bell Vecchie Glorie del Bologna F.C.

* Single Bell All Star serie A

* Finanzia & Friends Team

Al termine della partita, che si svolgerà su campo regolamentare e  con due tempi di 45 minuti, diretta da terna arbitrale U.I.S.P. sezione  arbitri Bologna, vi sarà la premiazione. Ospite d’onore il campione del mondo argentino Pablo Pedro Pasculli, testimonial dell’associazione CCSVI.

L’invito è aperto a tutti e ci sarà la cena di beneficenza e punti di ristoro presso l’impianto sportivo.

Guarda la conferenza stampa

Creato in Italia il materiale che promette di far rigenerare le cellule e curare le lesioni nervose

Creato in Italia il materiale che promette di far rigenerare le cellule e curare le lesioni nervose

Il materiale si chiama Sap, che sta per Self Assembling Peptides: è composto da frammenti di proteine capaci di assemblarsi da sole in modo da formare una struttura organizzata. Vescovi: Cristopher Reeve mi spinse a lavorare sulle lesioni nervose.

Un materiale che si auto-assembla e diventa un’impalcatura su cui far crescere le cellule staminali del cervello è la nuova strada, nata in Italia, per poter riparare in futuro le lesioni nervose. Dopo i risultati positivi sui topi sono in corso test sui maiali e, alla luce dei nuovi dati, fra tre anni potrebbero cominciare quelli sull’uomo. Pubblicata sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, la ricerca è stata condotta tra Lombardia e Puglia da Fabrizio Gelain in collaborazione con Angelo Vescovi.

La ricerca è stata condotta dal centro per la Nanomedicina e l’Ingegneria dei tessuti (Cnte) dell’Istituto Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia) in collaborazione con l’ospedale Niguarda di Milano, l’Università di Milano Bicocca e l’associazione no profit per la ricerca e la cura delle malattie degenerative Revert Onlus. Il materiale si chiama Sap, che sta per Self Assembling Peptides: è composto da frammenti di proteine capaci di assemblarsi da sole in modo da formare una struttura organizzata. “Avere un materiale come questo significa avere una tecnologia versatile e adattabile ad altri tipi di cellule staminali”, ha detto Gelain all’ANSA. “E’ una piattaforma tecnologia a disposizione della medicina rigenerativa”, ha aggiunto. Ottimista anche Angelo Vescovi sulle potenzialità del nuovo materiale. “Quando il tessuto del midollo degenera si formano delle cavità nelle quali è impossibile far passare le fibre nervose”, ha spiegato.

“L’idea è allora di inserire nelle cavità il nuovo materiale in modo che fornisca un’impalcatura sulla quale far sviluppare le cellule nervose staminali”, ha detto ancora Vescovi. Maturando e moltiplicandosi, le nuove cellule potrebbero ricostruire le fibre nervose e riparare la lesione. Il tessuto tridimensionale che si ottiene in questo modo è quindi composto da neuroni umani maturi e dalle cellule di supporto, chiamate glia. Quella telefonata da Superman, 19 anni fa Con una telefonata da Superman, 19 anni fa: è cominciata così la lunghissima caccia alle tecnicheper riparare le lesioni nervose.

A squillare era stato il telefono di Angelo Vescovi, da pochissimo rientrato in Italia dal Canada e autore di ricerche pionieristiche sulla rigenerazione cellulare. La chiamata era di Christopher Reeve. L’attore diventato celebre in tutto il mondo per il ruolo di Superman era paraplegico ormai da cinque anni in seguito a una caduta dal cavallo. “Mi chiamò la prima volta nel 2000, dopo aver letto delle mie ricerche del 1999 sulla trasformazione di cellule del cervello in cellule del sangue”, ha detto Vescovi all’Ansa.

Quella ricerca era stata condotta su cellule di topo e i test sull’uomo erano lontanissimi, ma quell’articolo pubblicato sulla rivista Science era la prima dimostrazione in assoluto che, contrariamente a quanto si era sempre creduto, anche le cellule specializzate possono ‘cambiare strada’ e diventare cellule di tipo diverso. “Adesso – ha osservato Vescovi – sappiamo che la plasticità dei tessuti adulti non ha limiti”.

Era proprio questo il messaggio che Christopher Reeve aveva colto e che lo aveva spinto a esortare Vescovi a proseguire lungo la strada che aveva appena aperto. A quella telefonata ne sono seguite altre e il tema era sempre lo stesso; i risultati arrivavano anno dopo anno, ma si sa che i tempi della ricerca sono lunghi. Christopher Reeve riuscì a seguirli appena per quattro anni. “Fabrizio arrivò proprio 19 anni fa e senza di lui non saremmo andati avanti”, ha proseguito Vescovi riferendosi a Fabrizio Gelain, alla cui esperienza nel campo delle nanotecnologie si deve il primo materiale che si auto-assembla e che potrebbe essere utilizzato per riparare le lesioni nervose, forse fra tre anni anche nei primi test sull’uomo. “Ci sono voluti quasi venti anni, ma alla fine – ha detto Vescovi – i risultati sono arrivati”.

Fonte http://www.rainews.it

Ozono-terapia: presentato a Bologna lo studio sperimentale in corso alla Sapienza di Roma

Ozono-terapia: presentato a Bologna lo studio sperimentale in corso alla Sapienza di Roma

Sabato 11 maggio, presso il Centro Polispecialistico MEDINFORMA, diretto dal dottor Lucio Catamo, in Via Emilia Ponente, 62/2a, 40133 Bologna, nell’ambito del Festival itinerante Borgo Salus si è svolto un incontro per approfondire l’utilizzo anche per la sclerosi multipla della ossigeno-ozonoterapia.

L’ozonoterapia nella sclerosi multipla, come in altre patologie degenerative del sistema nervoso centrale, può dare aiuto e supporto perché riduce lo stress e il processo infiammatorio.

L’ozono – come spiega lo studio a cui partecipa il professor Paolo Tordiglione del Policlinico Umberto I di Roma- è in grado, seppure in maniera transitoria, di aumentare il flusso cerebrale con un’azione rigenerativa sulle cellule colpite dal processo infiammatorio e degenerativo della sclerosi multipla.

L’ozono-terapia, quindi sempre più sta prendendo piede negli ultimi anni per la cura delle ernie discali e per i problemi alla circolazione arteriosa ed oggi, anche per la sclerosi multipla. L’ossigeno ozono-terapia è così chiamata perché prevede l’utilizzo dell’ossigeno e dell’ozono. Questa terapia favorisce il rilascio dell’ossigeno ai tessuti e svolge diverse azioni: antinfiammatoria, analgesica, antimicotica e antibatterica.

Anche se non si tratta di una reale novità, i confini delle applicazioni dell’ozono non sono ancora ben definiti.

Esperienze ed evidenze si sono accumulate in tutto il mondo, ma, ha sottolineato il professor Tordiglione, la sensazione è che molte possibilità offerte dal corretto utilizzo di questa miscela di gas siano ancora da esplorare, soprattutto nelle patologie degenerative come la sclerosi multipla.

La molecola dell’ozono migliora la circolazione e l’ossigenazione dei tessuti e aiuta a interrompere la cascata biochimica pro-infiammatoria che si forma nei processi infiammatori. L’azione terapeutica della molecola dell’ozono è stata ampiamente studiata: attiva processi metabolici, stimola i processi immunitari agendo sulle citochine e i macrofagi. In effetti, offre qualcosa in più rispetto alle terapie tradizionali. Nel corso del suo intervento il professor Paolo Tordiglione ha ribadito quanto già affermato il 20 ottobre 2018 presso il Policlinico Umberto I – Università La Sapienza Roma al IX CONGRESSO NAZIONALE NUOVA FIO.

    

Ozonoterapia supporto a cure per sclerosi multipla

Ozonoterapia supporto a cure per sclerosi multipla

L’ozonoterapia nella sclerosi multipla, come in altre patologie degenerative del sistema nervoso centrale, può dare aiuto e supporto perché riduce lo stress e il processo infiammatorio: l’ozono – come spiega uno studio del professor Paolo Tordiglione del Policlinico Umberto I di Roma – è in grado, seppure in maniera transitoria, di aumentare il flusso cerebrale con un’azione rigenerativa sulle cellule colpite dal processo infiammatorio e degenerativo della sclerosi multipla.

La capacità dell’ozono nella sua generale risposta antinfiammatoria dell’organismo è ciò che contraddistingue questa particolare tecnica, avvicinando alcuni degli effetti terapeutici che il cortisone e l’ozono hanno in comune. Dell’ozonoterapia – che, sottolineano gli esperti, non cura la sclerosi multipla ma può essere considerato un ausilio nel processo di guarigione come terapia complementare – si parlerà l’11 maggio (ore 14) al centro medico polispecialistico Medinforma di Bologna, diretto dal dottor Lucio Catamo, dove saranno presentate le novità sulla cura alla sclerosi multipla grazie all’ozono-ossigenoterapia applicata alle dinamiche ematiche.

L’iniziativa fa parte della quarta edizione del festival itinerante Borgo Salus, che prevede anche un congresso scientifico il 10 maggio al teatro Zeppilli di Pieve di Cento (Bologna), dove si discuterà del ‘paziente anziano tra fragilità e risorse attraverso una gestione in equipe multidisciplinari’ alla presenza, tra gli altri, dello specialista Pietro Procopio, membro della cabina di regia sulle cronicità in età avanzata del Ministero della Salute.