I NOSTRI TESTIMONIAL

I NOSTRI TESTIMONIAL

Anna Serova

Anna Serova

La violista Anna Serova è dal maggio 2016 il nuovo volto dell’Associazione. Figura unica nel panorama internazionale, solistico e della musica da camera, la violista Anna Serova ha ricevuto nei ultimi anni dediche da alcuni dei più importanti compositori contemporanei, i quali hanno creato per lei un nuovo genere di composizione, unendo la forma del concerto all’azione scenica di un’ opera di teatro.   Anna Serova ha infatti scelto di prestare la sua immagine e la sua arte a favore dell’Associazione diventandone testimonial internazionale.

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I NOSTRI PRESIDENTI ONORARI

PRESIDENZA ONORARIA

Nicoletta Mantovani

Nicoletta Mantovani

2010

A promuovere e presiedere la costituenda Associazione vengono chiamati Francesco Tabacco, già dirigente dell’Associazione italiana sclerosi multipla (AISM) e Nicoletta Mantovani, già Testimonial della stessa AISM, rispettivamente nella carica di Presidente e Presidente onorario. L’Associazione CCSVI nella sclerosi multipla non nasce contro AISM, affermerà a più riprese Francesco Tabacco inviando missive a tutta la dirigenza di AISM, ma assieme ad AISM vuole operare al fine di realizzare un mondo libero dalla sclerosi multipla”. L’assordante silenzio che seguirà acquisti ripetuti appelli, ma soprattutto l’ostinato rifiuto Al confronto scientifico su una potenziale scoperta per risolvere il rebus che da secoli impegna la Neurologia, sempre più ci ha indotto ad annoverare anche la stessa AISM nell’alveo di quel palese conflitto di interessi, che difficilmente AISM riuscirà a giustificare agli occhi delle persone con sclerosi multipla.

 

Dott. Franz Schelling

Dott. Franz Schelling

2014

Dopo i quattro anni passati di presidenza di Nicoletta Mantovani che salutiamo con affetto, Nicoletta da un lato e l’Associazione dall’altro hanno sentito infatti l’esigenza di una evoluzione.

Nicoletta ha avvertito il bisogno di continuare a sostenere la ricerca sulla CCSVI sotto un’altra veste, più direttamente accanto ai ricercatori Zamboni e Salvi (probabilmente in Hilarescere)e allo stesso tempo l’Associazione, superata la necessità dell’affermazione mediatica, si è sentita pronta ad accogliere come presidente una figura dall’alta valenza scientifica, e fortemente rappresentativa nel panorama della ricerca sulle implicazioni vascolari nella sclerosi multipla.

Siamo estremamente onorati che il dott. Franz Schelling abbia accolto il nostro invito e sia da oggi accanto a noi!

Per chi segue la vicenda della CCSVI da anni, questo nome sarà assai familiare, trattandosi di uno dei padri della ricerca che ha correlato le disfunzioni venose alla sclerosi multipla e che ha in qualche misura ispirato lo stesso prof. Zamboni. Ed infatti, proprio Zamboni lo fece conoscere ai malati durante il convegno organizzato da SMuovilavita a Vicenza il 23 gennaio 2010 in cui per la prima volta la ricerca sulla CCSVI fu presentata al pubblico. In quell’occasione infatti, mentre ricapitolava il suo percorso di studi attraverso i testi di Charcot, Tracy Putnam, ecc…, il prof. Zamboni diceva:

“Mentre stavo facendo queste cose, mi arriva una e-mail: stavo proprio studiando, era una domenica pomeriggio, mi arriva una e-mail da un signore che disperatamente erano 20 anni che scriveva a qualsiasi medico del mondo e a tutti i neurologi del mondo, quindi nessun neurologo potrà mai negare di aver mai ricevuto questa lettera o questa e-mail da parte di questo signor Schelling,  il quale era convinto, fortemente convinto che ci fosse un problema venoso e disperatamente cercava di appellarsi ai ricercatori in modo che approfondissero questo punto.

Trovai molto curioso che mentre stavo facendo quelle cose mi arrivasse proprio questa e-mail, tant’è che gli scrissi, siamo al 14 settembre, un sabato, mi ricordo che era un week end, del 2002, gli scrivo: “Caro dott. Schelling, vi confesso che sono rimasto molto sorpreso perché volevo capire come mai aveva scritto proprio a me che stavo studiando questa cosa”
Iniziamo un carteggio, molto interessante, molto stimolante tra questa persona che così teoricamente aveva sviluppato questa teoria un po’ fantascientifica, ma dove c’era del vero; tant’è che lui, a un certo momento, mi manda un testo meraviglioso, veramente meraviglioso, che aveva scritto questo Torben Fog che era un grandissimo e famoso neurologo danese, con un biglietto che dice: “Caro Paolo spero che qui troverai quello che stai cercando, Franz”.

Shelling è dunque un medico austriaco autore già negli anni ’80 di numerose ricerche sul ruolo eziologico del sistema venoso nella Sclerosi Multipla, che ha impiegato tutte le sue energie per convincere i neurologi a guardare nelle vene!  E’ attualmente membro del comitato scientifico di Hilarescere (http://www.hilarescere.it/).

Siamo certi che il dott. Schelling darà lustro e spunti di crescita alla nostra associazione, sia per il valore simbolico della sua figura, sia per il diretto contributo al nostro operato che saprà offrirci, sia per l’apertura verso il mondo della scienza e della ricerca internazionale che rappresenta.

 

Prof. Fabio Gabrielli

Prof. Fabio Gabrielli

2017

Il rinnovo dei vertici nazionali si è tenuto sabato 8 aprile a Granarolo dell’Emilia durante l’Assemblea annuale dei soci, alla quale hanno preso parte esponenti associativi di molte regioni italiane, in rappresentanza dell’intero Corpo associativo. A conclusione del congresso, sono stati eletti come consiglieri al Consiglio Direttivo 2017/2020 dell’Associazione, i soci: Balletta Emanuela, Dati Luigi, De Girolamo Massimo, Dugo Salvatore, Lanzarini Viviana, Narducci Francesco, Nicolini Gualtiero Walter, Tabacco Francesco, Tagliavini Bruno. Il professor Fabio Gabrielli è stato acclamato Presidente onorario della nostra Associazione.

Fabio Gabrielli, classe 1962, filosofo, toscano d’origine ma comasco d’adozione, dal 2008 Preside della Facoltà di Scienze Umane e Ordinario di Antropologia filosofica all’Università Ludes di Lugano, prima di andare a Lugano è stato insegnante al Collegio Gallio di Como. Ha scritto vari saggi e numerosi articoli scientifici nell’ambito dell’antropologia e della filosofia applicata, con particolare riferimento a tematiche biologiche ed esistenziali. I suoi studi – scrive nel curriculum – vertono, attualmente, sulle dinamiche biologiche e culturali della coscienza e sui disturbi dell’umore, soprattutto la depressione maggiore, tra natura e cultura. Ed è proprio per il suo impegno in questo ambito che viene proposta la sua candidatura per il premio Nobel con Cocchi e Tonello. La proposta parte per chiedere di premiare la ricerca sui marcatori biologici della depressione maggiore e della sindrome bipolare che è stata svolta dal biochimico Massimo Cocchi, dal biomatematico Lucio Tonello, cui si è aggiunto nel 2009 Fabio Gabrielli.

Cocchi, Tonello, Gabrielli hanno individuato in alcuni acidi grassi contenuti nelle piastrine la chiave per diagnosticare la depressione maggiore rispetto alla sindrome bipolare. Si tratta di uno dei punti cruciali della psichiatria, con ricadute patologiche, esistenziali, economiche imponenti. Cocchi, in particolare, ha analizzato il ruolo delle piastrine nella diagnosi psichiatrica dei disturbi dell’umore; Tonello ha studiato apposite reti neurali per darne una spiegazione biomatematica; Gabrielli ha approfondito il loro ruolo sugli stati di coscienza e la loro modificazione rispetto ai contesti antropologici e sociali. Un lavoro, appunto, che ha spinto a proporre la candidatura di Massimo Cocchi, Lucio Tonello, Fabio Gabrielli per il Nobel (l’area è da definire, tra medicina e biologia).

«Sicuramente questa proposta è una bella soddisfazione – ammette Gabrielli – A volte si pensa che la filosofia sia astratta, non applicabile alla realtà. La ricerca che abbiamo fatto dimostra invece che la buona filosofia parte sempre dal corpo. E alla fine speriamo che questa nostra ricerca possa essere premiata e dare risultati importanti nel combattere la depressione, che è un male devastante per la nostra società».

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