Sclerosi multipla, ottimi risultati dal trapianto di staminali nelle forme aggressive di malattia

Sclerosi multipla, ottimi risultati dal trapianto di staminali nelle forme aggressive di malattia

Il trapianto di cellule staminali autologhe in 20 pazienti affetti da una forma estremamente aggressiva di sclerosi multipla (MS) naive al trattamento non ha dato evidenza di attività di malattia post-trapianto, secondo i risultati di uno studio presentato al congresso dell’European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS) che si è tenuto a Berlino.

Il trapianto di cellule staminali autologhe in 20 pazienti affetti da una forma estremamente aggressiva di sclerosi multipla (MS) naive al trattamento non ha dato evidenza di attività di malattia post-trapianto, secondo i risultati di uno studio presentato al congresso dell’European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS) che si è tenuto a Berlino.

«Ciò che è particolarmente nuovo e interessante di questi pazienti è che non avevano avuto altri trattamenti modificanti la malattia prima del trapianto di cellule staminali», ha commentato Joyutpal Das del Royal Hallamshire Hospital a Sheffield, Regno Unito. «Adottavamo questa procedura come trattamento di prima linea in pazienti che presentavano una forma molto aggressiva di SM, che stavano diventando disabili molto rapidamente e avevano quindi bisogno di qualcosa di estremamente efficace per avere un impatto sulla loro malattia».

«Dopo un follow-up mediano di 2,5 anni non ci sono state recidive cliniche post-trapianto, nessuna attività di risonanza magnetica dopo la scansione RM a 6 mesi, un miglioramento dei punteggi di disabilità nel 95% dei pazienti e nessun caso di progressione della disabilità dopo l’intervento», ha aggiunto.

In base alla sua esperienza, «questa è la più grande serie di casi di pazienti naive al trattamento sottoposti a trapianto di cellule staminali, ha osservato Das. «Normalmente, questa soluzione dovrebbe essere utilizzata quando la terapia standard fallisce. I nostri risultati suggeriscono che il trapianto con cellule staminali per la SM sta diventando un metodo sicuro ed estremamente efficace per i pazienti con malattia molto attiva», ha concluso.

Questi dati sono stati definiti “estremamente incoraggianti” da Mark Freedman dell’Ospedale di Ottawa, in Ontario, Canada, a sua volta impegnato nel campo del trapianto di cellule staminali per la sclerosi multipla. «Questa è una coorte diversa da quella solitamente studiata nel trapianto di cellule staminali. Sono naive al trattamento e hanno una malattia estremamente aggressiva, sono come treni in fuga ma la loro malattia viene fermata dopo il trapianto».

Uno studio in soggetti con malattia molto aggressiva
I casi presentati comprendevano 20 pazienti provenienti da cinque centri in cinque paesi, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svezia e Italia.

L’età media dei soggetti alla diagnosi era di 28 anni e tutti sono stati sottoposti al trattamento in media entro 5 mesi dalla diagnosi. Prima del trapianto avevano avuto frequenti recidive, recupero incompleto dopo le ricadute e avevano più lesioni captanti il gadolinio. Inoltre molti pazienti presentavano il coinvolgimento del tronco cerebrale, del cervelletto e della colonna vertebrale.

Dopo il trapianto, un solo paziente ha mostrato un’attività di risonanza magnetica al sesto mese, che in seguito non si è più manifestata in nessun soggetto. Il punteggio EDSS (Expanded Disability Status Scale) è migliorato per il 95% dei pazienti, passando da un valore mediano iniziale di 6,5 a 2,0 dopo il trapianto.

Riguardo alla sicurezza del trattamento, Das ha fatto presente che «i tassi di mortalità associati al trapianto di cellule staminali sono migliorati significativamente negli anni: storicamente, c’era un tasso di mortalità dal 3% al 4%, ma i dati recenti dell’European Group for Blood and Marrow Transplantation Society segnalano un solo decesso tra il 2012 e il 2016».

«Direi assolutamente che il trattamento con le cellule staminali è ora un’opzione reale per una piccola popolazione di pazienti – quando la malattia è molto attiva e il paziente è giovane», ha aggiunto.

L’esperienza canadese
Freedman ha detto che nel suo ospedale circa 60 pazienti affetti da SM hanno ricevuto trapianti di cellule staminali. «La nostra coorte originale di 24 pazienti ha ricevuto trapianti a partire dal 2000. Gli ultimi risultati in questi pazienti sono stati pubblicati su Lancet nel 2016. Ora abbiamo trattato altri 30 o 40 pazienti, e stanno tutti bene».

Ha però avvertito che non è un trattamento adatto alla gran parte dei pazienti con SM. «La procedura in sé può essere molto estenuante. I pazienti più giovani possono sopportarla meglio, anche se restano sterili, e questo potrebbe rappresentare un problema. Tuttavia, tre dei nostri pazienti hanno continuato ad avere bambini ricorrendo a uova congelate o donate. Si tratta di una soluzione che dovrebbe essere riservata ai pazienti con una malattia molto aggressiva».

«Direi che poco meno del 10% dei pazienti affetti da sclerosi multipla potrebbe essere idoneo per questa tipo di intervento, ma fortunatamente la maggior parte dei malati risponde alla terapia farmacologica», ha concluso.

Bibliografia
34th Congress of the European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS) 2018. Abstract 230, presented October 11, 2018.

CCSVI, il punto della situazione

CCSVI, il punto della situazione

Documenti e riflessioni, interventi, certezze e speranza i temi affrontati nel Convegno Scientifico del 5 ottobre 2018 presso lo Sporting Club di Monza.

Un Convegno scientifico di primissimo piano composto da medici ha reso l’incontro, ricco di argomentazioni con una nutrita platea accorsa per l’evento e che ha posto le proprie domande nel dibattito finale, trovando sempre un’esaustiva risposta.

Il prof Pietro Maria Bavera, medico specialista di medicina vascolare e angiologo della Fondazione Don Gnocchi di Milano, riconosciuto tra i migliori medici in grado di eseguire gli esami di ecocolor doppler, nella sua relazione (presentata di recente anche in Canada a Vancouver), ha evidenziato le sue ricerche sui pazienti e si è relazionato anche in merito ai controlli eseguiti dopo gli interventi di Pta.

Il prof. Attilio Guazzoni, medico radiologo interventista direttore del Dipartimento di Radiologia ASL VCO Asl Verbano Cusio Ossola ha parlato della sua esperienza relativa gli oltre 3 mila interventi di Pta.

In conclusione, il prof Salvatore Spagnolo dell’ICLAS di Rapallo (Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità), ha posto in evidenza i risultati dei suoi interventi di chirurgia vascolare su pazienti in gravi condizioni e affetti da CCSVI.

Tanti temi affrontati in quest’ultimo convegno e come gli altri che l’hanno preceduto (in ordine di tempo ricordiamo, Varignana a Bologna, Anghiari ad Arezzo e Albignasego a Padova), arricchiscono ulteriormente l’informazione nell’ambito della ricerca portata avanti dalla nostra Associazione che si batte ogni giorno e a tutto campo per sconfiggere tale malattia.

Non ultimo d’importanza, abbiamo richiesto una collaborazione e dato appoggio alla sperimentazione del Prof. Angelo Luigi Vescovi, direttore scientifico dell’IRCCS Casa di Sollievo di San Giovanni Rotondo diretta dal neurologo Maurizio Leone, sulle cellule staminali.

Siamo favorevoli alla cannabis terapeutica e non ostacoliamo il metodo Coimbra. Il nostro scopo rimane il pieno sostegno a una ricerca rivolta alla prevenzione, alla diagnosi e cura della Sclerosi Multipla con particolare riferimento alle sue connessioni con l’Insufficienza Venosa Cronica Cerebro – Spinale.

Affermiamo da qualche tempo, la convinzione di una correlazione in molti dei portatori di sclerosi multipla dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale, come evidenziato anche nello studio Brave Dreams (in più del 70 per cento dei casi), contrariamente a quanto affermato invece nello studio Cosmo – tra l’altro costato moltissimo e sbandierato con grande clamore- in cui si affermava che solo il 3% di malati di SM evidenziava la presenza della CCSVI.

Purtroppo da oltre 50 anni, si continuano a osannare farmaci sempre nuovi e sempre più costosi definiti in alcuni casi miracolosi cui si attribuiscono le funzioni di evitare ricadute o di procrastinarle, il che non è semplice da poter dimostrare o contestare per una malattia così subdola e difficile.

In molti casi, vi è poca divulgazione inerente gli effetti collaterali che si contraggono, come si tacciono gli evidenti conflitti d’interesse. Nonostante tutto, la nostra battaglia sarà comunque il riconoscimento della CCSVI come malattia a sé stante e l’inserimento di diagnosi e terapia all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nel prossimo aggiornamento.

Lombardia

Lombardia

Il 5 ottobre con inizio alle ore 21.00 si terrà a Monza presso lo Sporting Club in viale Brianza 39 un incontro aperto a tutti e in particolare ai nostri associati e ai loro familiari, e che vedrà la presenza  di tre importanti medici che si occupano di SM e CCSVI nella SM.

La nostra associazione sente il dovere di ringraziare sentitamente lo Sporting club e il suo presidente, che porterà il saluto ai partecipanti, per l’ ospitalità concessa. 

Interverrà anche la rappresentante locale della nostra associazione la dott.ssa Noemi Boggero. 

Seguiranno quindi tre relazioni di grande importanza che faranno il punto della situazione dopo Brave Dreams e indicheranno speranze e possibili soluzioni; mentre il responsabile dello sviluppo del territorio della CCSVI nella SM onlus, professor Gualtiero Nicolini,  porrà in risalto il nostro impegno per la ricerca e per ogni concreta possibile soluzione.

Seguirà, compatibilmente con i tempi,  il dibattito pubblico.

Potrete seguire in diretta facebook l’incontro, collegandovi alla nostra pagina https://it-it.facebook.com/ccsvi.nella.sclerosi.multipla.onlus/ .

I NOSTRI TESTIMONIAL

I NOSTRI TESTIMONIAL

La violista Anna Serova è dal maggio 2016 il nuovo volto dell’Associazione. Figura unica nel panorama internazionale, solistico e della musica da camera, la violista Anna Serova ha ricevuto nei ultimi anni dediche da alcuni dei più importanti compositori contemporanei, i quali hanno creato per lei un nuovo genere di composizione, unendo la forma del concerto all’azione scenica di un’opera di teatro.   Anna Serova ha infatti scelto di prestare la sua immagine e la sua arte a favore dell’Associazione diventandone testimonial internazionale. 

Anna Serova

La Città invisibile e i nostri ambasciatori… 

 I giovani ragazzi dell’Orchestra Giovanile Falcone e Borsellino della Fondazione La Città Invisibile di Biancavilla (Catania) gli ambasciatori dell’Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla Onlus. I bambini che suonano in nome di Falcone e Borsellino hanno mostrato molte volte il valore civile ed etico di un riscatto possibile. La Fondazione ha ricevuto numerosi attestati e riconoscimenti istituzionali, di carattere morale: il riconoscimento del MIUR, del Senato della Repubblica, dell’Assemblea regionale siciliana, di enti prestigiosi come l’ANLAI e l’Unicef. La scuola si sostiene grazie al contributo di donatori privati senza il sostegno di finanziamenti pubblici. 

 

 

La Città Invisibile

Antonella Orefice, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE MOZART ITALIA – SEDE DI BOLOGNA. Soprano italiano diplomata in Pianoforte principale e Canto Lirico, nasce a Bologna, dove inizia lo studio del pianoforte con Crema del Conservatorio di Bologna. Durante gli studi musicali presso l’Università di Bologna DAMS, si appassiona allo studio del “Canto Lirico”. Partecipa a vari Masterclass con il tenore William Matteuzzi e Giancarlo Ceccarini, Michael Chance, con questultimo affronta la musica Barocca, sostenendo vari concerti e recital su vari compositori come Vivaldi, Scarlatti, Haendel, ecc. La sua passione l’ha portata a creare un insieme con il violinista Fabio Brunelli. Ha lavorato con il Coro di Bologna “Euridice” diretto da Pier Paolo Scattolin. Ha collaborato con il pianista Andrea Panieri. Nel 2010, ha ricevuto il primo premio al Concorso Musicale Europeo “Città di Sirolo”. Ad Atene, collabora con musicisti locali e internazionali come pianista Neville Jason Fahy con il quale ha creato il duo Musica del Cuore, Manoli Papasifakis, Regina Beletskaia, la violoncellista Susan Norton, compositori comeM. Theodorakis, George Kouvaras, George Voukanos. Sempre ad Atene si è esibita al Megaron Concert Hall, Theoharakis Foundation, Atheneum Theater, Auditorium Maria Callas, teatro antico di ILIDA in Grecia con lorchestra sinfonica tedesca Bobblingen ed il coro della Radio-Televisione greca ERT. Inoltre fa parte dellEnsemble da camera AMBERLINK. Presso teatri antichi Grecia, Cipro, Turchia, le opere Traviata (Violetta), Carmen (Micaela), Capuleti e Montecchi (Giulietta), Puritani (Elvira), Lamico Fritz (Suzel). 

Collabora e studia con Leone Magiera. Collabora con Giancarlo Ceccarini ed il regista Alberto Paloscia direttore artistico Teatro del Giglio di Livorno. Diretta da Leone Magiera, ha tenuto un Gala Concerto presso il Teaatro U. Giordano di Foggia con Marzio Giossi, Alessandro Goldoni e Monica Minarelli. Nel 2016 Carmen (Micaela) presso Circolo Lirico di Bologna, con Alessandro Goldoni e Monica Minarelli, diretti da Ricci. 

Il 16 Settembre 2017 ad Atene presso il Teatro Megaron Mousiki Gala ha tenuto il Concerto MEMORIAL MARIA CALLAS 40 anni dalla morte, col Pianista Neville Jason Fahy e Mezzosoprano Monica Minarelli. 

Antonella Orefice

Romeo e Giulietta
Conoscere è amare e ogni amore porta con sé il desiderio di conoscere più a fondo ciò che si ama. Tutto ciò che facciamo per diffondere l’amore e la conoscenza della musica rappresenterà, a lungo andare, quell’investimento di sforzi e di denaro che maggiormente potrà apportarci dei benefici. Cassiodoro nel III secolo scriveva “Se noi continueremo a commettere ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica”. Di fronte alla assurda sordità del nostro tempo, dominato dalle parole prive di significato, alla musica spetta dunque il compito di ricondurci alla piena luce del mistero della vita. 

Così, quando si è prospettata la possibilità di coinvolgere il Maestro Mstilav Rostropovic, un mito della musica classica contemporanea, e la professoressa Rita Levi Montalcini, Nobel della Medicina, negli eventi che avrebbero, poi, caratterizzato a Bologna la Settimana nazionale contro la sclerosi multipla, ho pensato “ecco che Arte e Scienza ci vengono incontro, non come soluzione magica, bensì come espressione di qualcosa che soltanto l’uomo ha saputo creare e comunicare agli altri: l’Arte in tutte le sue manifestazioni e in tutta la sua grandezza, la Scienza diretta verso ciò che più nobile vi è nell’essere umano: la sua intelligenza e la sua sensibilità.” 

Mstilav Rostropovich è uno di quei rari interpreti che ha vissuto le lacerazioni della propria epoca non solo con sofferenza ma con eroismo, esponendosi politicamente quando meno gli conveniva e pagando quel gesto con un esilio che è stato anch’esso una lacerazione, sanata soltanto con l’abbattimento del Muro di Berlino. Non c’è dubbio che la sua arte abbia tratto forza da quella carica umana ed ideale che lo hanno, poi, portato verso quella “responsabilità verso il mondo” che Rostropovich  coltiva dentro di sé e che lo porta a spendersi, per quanto gli è possibile, in quelle situazioni dove più forte risuona la voce di chi soffre e di quanti non possono disporre  della loro libertà di uomini.

I suoi concerti benefici a favore delle vittime per il terremoto in Armenia, per i bambini malati di cancro, per la costruzione di un  ospedale per bambini a Buenos Aires o per quella della Chiesa di Cristo Salvatore a Mosca, solo per citare qualche esempio, sono già diventati storia. Nel 1991 a  Washington, insieme con la consorte Galina Vishnevskaya, Mstislav Rostropovich ha  dato vita ad una Fondazione che reca il loro nome e che si dedica a quelle attività necessarie per poter tutelare e garantire la salute ed il futuro dei bambini in Russia. In questo contesto si può inquadrare il Concerto benefico che, nell’ambito della direzione del balletto “Romeo e Giulietta” , il Maestro ha diretto presso il Teatro Comunale a favore della Associazione italiana sclerosi multipla di Bologna. 

Nell’incontro che, assieme al professor Gualtiero Nicolini e al Liutaio Leonidas Raffaelian, che tanto mi hanno aiutato nel realizzare questo evento, Rostropovich ha più volte voluto sapere come evolve la ricerca e la cura della sclerosi multipla. Una malattia che conosce da quando la sua allieva, la famosa violoncellista Jacqueline du settings.

Mstilav Rostropovic

Pedro Pablo Pasculli (Santa Fe, 17 maggio 1960) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino di ruolo attaccante, campione del mondo con la nazionale argentina nel 1986. Pasculli ha origini italiane: i nonni paterni provenivano dalla città metropolitana di Bari, precisamente da Bitonto. Ha debuttato nel campionato argentino con la maglia del Colón de Santa Fe. Nel suo paese ha giocato anche con l’Argentinos Juniors.

Arrivato in Italia, al Lecce, ha esordito in serie A nella stagione 1985-1986, la prima del club giallorosso nella massima serie. Con la squadra pugliese ha giocato per sette stagioni fino al 1992. Pasculli deteneva il primato di gol segnati da uno straniero con la maglia del Lecce (29) fino al 2004, quando Chevanton lo batté.

Nel 1994, dopo due anni di inattività, si è trasferito nel campionato giapponese, al PJM Futures Shizuoka, con cui ha giocato per un solo anno. Nel 1995-1996 è tornato in Italia e ha concluso la carriera agonistica nella Casertana, in Serie D, contribuendo al ritorno della squadra campana tra i professionisti.

Con la nazionale argentina è autore del gol decisivo negli ottavi di finale dei Mondiali 1986 (Argentina-Uruguay 1-0); nella stessa edizione si laureò poi campione del mondo con la nazionale capitanata da Diego Armando Maradona.

Pasculli vive nel Salento, dove ha allenato nei campionati regionali. Fino all’inizio 2007 ha allenato la scuola calcio “Lecce Gol” e successivamente il team della scuola calcio di Mirabello Sannitico. Nell’estate 2011, ha collaborato in qualità di istruttore al Camp Estivo Mitico Villa, un camp per ragazzi creato e diretto da Renato Villa e da Roberto Russo.

Nel 2002 è chiamato a guidare il Verbania in Serie D, venendo esonerato alla 18ª giornata. Da maggio a settembre 2003[senza fonte] è stato il commissario tecnico della Nazionale di calcio dell’Uganda e l’anno seguente è stato nominato commissario tecnico della Nazionale di beach soccer dell’Italia.

Nel 2005 è stato ingaggiato dalla Dinamo Tirana (massima divisione albanese) prima come allenatore e poi come direttore tecnico.[senza fonte] Con la nuova squadra ha ottenuto il terzo posto alle spalle del KF Tirana e dell’Elbasani.

Nel 2006-2007 ha allenato l’Horatiana Venosa (Eccellenza Lucana), facendola promuovere in Serie D.

Ha allenato la Toma Maglie nel campionato di Eccellenza pugliese e viene esonerato a febbraio 2008.

Nel mese di ottobre 2010 è stato ingaggiato dal Paternò nel campionato di Eccellenza siciliana, ma l’ha lasciato dopo poche settimane a causa della stiuazione tecnica ed economica della squadra.

L’8 marzo 2012 è stato ingaggiato dal Cittanova Interpiana, nel campionato di Serie D 2011-2012.

Nel campionato 2012-2013 si trasferisce a Reggio Calabria per allenare il Bocale (squadra di un quartiere di Reggio che disputa il campionato di eccellenza) ma il 17 dicembre 2012 rescinde il contratto per problemi familiari.

Nell’agosto 2013 diventa allenatore della formazione Berretti del Lecce, poi, fa un’esperienza nel 2015 in Egitto come consulente in alcune scuole calcio del paese. Il 19 gennaio 2017, viene assunto come nuovo allenatore della Torres in Serie D. L’avventura sarda dura però solo 2 mesi e il 20 marzo viene esonerato.

Il 28 gennaio 2019, viene assunto come nuovo allenatore del Valdiano, squadra che milita nel campionato di Eccellenza campana. Con il club valdianese retrocede in Promozione, sconfitto ai playout dal Faiano. (Fonte Wikipedia)

Pedro Pablo Pasculli

 

Zakhar Bron

Ivan Monighetti

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I NOSTRI PRESIDENTI ONORARI

PRESIDENZA ONORARIA

Nicoletta Mantovani

Nicoletta Mantovani

2010

A promuovere e presiedere la costituenda Associazione vengono chiamati Francesco Tabacco, già dirigente dell’Associazione italiana sclerosi multipla (AISM) e Nicoletta Mantovani, già Testimonial della stessa AISM, rispettivamente nella carica di Presidente e Presidente onorario. L’Associazione CCSVI nella sclerosi multipla non nasce contro AISM, affermerà a più riprese Francesco Tabacco inviando missive a tutta la dirigenza di AISM, ma assieme ad AISM vuole operare al fine di realizzare un mondo libero dalla sclerosi multipla”. L’assordante silenzio che seguirà acquisti ripetuti appelli, ma soprattutto l’ostinato rifiuto Al confronto scientifico su una potenziale scoperta per risolvere il rebus che da secoli impegna la Neurologia, sempre più ci ha indotto ad annoverare anche la stessa AISM nell’alveo di quel palese conflitto di interessi, che difficilmente AISM riuscirà a giustificare agli occhi delle persone con sclerosi multipla.

 

Dott. Franz Schelling

Dott. Franz Schelling

2014

Dopo i quattro anni passati di presidenza di Nicoletta Mantovani che salutiamo con affetto, Nicoletta da un lato e l’Associazione dall’altro hanno sentito infatti l’esigenza di una evoluzione.

Nicoletta ha avvertito il bisogno di continuare a sostenere la ricerca sulla CCSVI sotto un’altra veste, più direttamente accanto ai ricercatori Zamboni e Salvi (probabilmente in Hilarescere)e allo stesso tempo l’Associazione, superata la necessità dell’affermazione mediatica, si è sentita pronta ad accogliere come presidente una figura dall’alta valenza scientifica, e fortemente rappresentativa nel panorama della ricerca sulle implicazioni vascolari nella sclerosi multipla.

Siamo estremamente onorati che il dott. Franz Schelling abbia accolto il nostro invito e sia da oggi accanto a noi!

Per chi segue la vicenda della CCSVI da anni, questo nome sarà assai familiare, trattandosi di uno dei padri della ricerca che ha correlato le disfunzioni venose alla sclerosi multipla e che ha in qualche misura ispirato lo stesso prof. Zamboni. Ed infatti, proprio Zamboni lo fece conoscere ai malati durante il convegno organizzato da SMuovilavita a Vicenza il 23 gennaio 2010 in cui per la prima volta la ricerca sulla CCSVI fu presentata al pubblico. In quell’occasione infatti, mentre ricapitolava il suo percorso di studi attraverso i testi di Charcot, Tracy Putnam, ecc…, il prof. Zamboni diceva:

“Mentre stavo facendo queste cose, mi arriva una e-mail: stavo proprio studiando, era una domenica pomeriggio, mi arriva una e-mail da un signore che disperatamente erano 20 anni che scriveva a qualsiasi medico del mondo e a tutti i neurologi del mondo, quindi nessun neurologo potrà mai negare di aver mai ricevuto questa lettera o questa e-mail da parte di questo signor Schelling,  il quale era convinto, fortemente convinto che ci fosse un problema venoso e disperatamente cercava di appellarsi ai ricercatori in modo che approfondissero questo punto.

Trovai molto curioso che mentre stavo facendo quelle cose mi arrivasse proprio questa e-mail, tant’è che gli scrissi, siamo al 14 settembre, un sabato, mi ricordo che era un week end, del 2002, gli scrivo: “Caro dott. Schelling, vi confesso che sono rimasto molto sorpreso perché volevo capire come mai aveva scritto proprio a me che stavo studiando questa cosa”
Iniziamo un carteggio, molto interessante, molto stimolante tra questa persona che così teoricamente aveva sviluppato questa teoria un po’ fantascientifica, ma dove c’era del vero; tant’è che lui, a un certo momento, mi manda un testo meraviglioso, veramente meraviglioso, che aveva scritto questo Torben Fog che era un grandissimo e famoso neurologo danese, con un biglietto che dice: “Caro Paolo spero che qui troverai quello che stai cercando, Franz”.

Shelling è dunque un medico austriaco autore già negli anni ’80 di numerose ricerche sul ruolo eziologico del sistema venoso nella Sclerosi Multipla, che ha impiegato tutte le sue energie per convincere i neurologi a guardare nelle vene!  E’ attualmente membro del comitato scientifico di Hilarescere (http://www.hilarescere.it/).

Siamo certi che il dott. Schelling darà lustro e spunti di crescita alla nostra associazione, sia per il valore simbolico della sua figura, sia per il diretto contributo al nostro operato che saprà offrirci, sia per l’apertura verso il mondo della scienza e della ricerca internazionale che rappresenta.

 

Prof. Fabio Gabrielli

Prof. Fabio Gabrielli

2017

Il rinnovo dei vertici nazionali si è tenuto sabato 8 aprile a Granarolo dell’Emilia durante l’Assemblea annuale dei soci, alla quale hanno preso parte esponenti associativi di molte regioni italiane, in rappresentanza dell’intero Corpo associativo. A conclusione del congresso, sono stati eletti come consiglieri al Consiglio Direttivo 2017/2020 dell’Associazione, i soci: Balletta Emanuela, Dati Luigi, De Girolamo Massimo, Dugo Salvatore, Lanzarini Viviana, Narducci Francesco, Nicolini Gualtiero Walter, Tabacco Francesco, Tagliavini Bruno. Il professor Fabio Gabrielli è stato acclamato Presidente onorario della nostra Associazione.

Fabio Gabrielli, classe 1962, filosofo, toscano d’origine ma comasco d’adozione, dal 2008 Preside della Facoltà di Scienze Umane e Ordinario di Antropologia filosofica all’Università Ludes di Lugano, prima di andare a Lugano è stato insegnante al Collegio Gallio di Como. Ha scritto vari saggi e numerosi articoli scientifici nell’ambito dell’antropologia e della filosofia applicata, con particolare riferimento a tematiche biologiche ed esistenziali. I suoi studi – scrive nel curriculum – vertono, attualmente, sulle dinamiche biologiche e culturali della coscienza e sui disturbi dell’umore, soprattutto la depressione maggiore, tra natura e cultura. Ed è proprio per il suo impegno in questo ambito che viene proposta la sua candidatura per il premio Nobel con Cocchi e Tonello. La proposta parte per chiedere di premiare la ricerca sui marcatori biologici della depressione maggiore e della sindrome bipolare che è stata svolta dal biochimico Massimo Cocchi, dal biomatematico Lucio Tonello, cui si è aggiunto nel 2009 Fabio Gabrielli.

Cocchi, Tonello, Gabrielli hanno individuato in alcuni acidi grassi contenuti nelle piastrine la chiave per diagnosticare la depressione maggiore rispetto alla sindrome bipolare. Si tratta di uno dei punti cruciali della psichiatria, con ricadute patologiche, esistenziali, economiche imponenti. Cocchi, in particolare, ha analizzato il ruolo delle piastrine nella diagnosi psichiatrica dei disturbi dell’umore; Tonello ha studiato apposite reti neurali per darne una spiegazione biomatematica; Gabrielli ha approfondito il loro ruolo sugli stati di coscienza e la loro modificazione rispetto ai contesti antropologici e sociali. Un lavoro, appunto, che ha spinto a proporre la candidatura di Massimo Cocchi, Lucio Tonello, Fabio Gabrielli per il Nobel (l’area è da definire, tra medicina e biologia).

«Sicuramente questa proposta è una bella soddisfazione – ammette Gabrielli – A volte si pensa che la filosofia sia astratta, non applicabile alla realtà. La ricerca che abbiamo fatto dimostra invece che la buona filosofia parte sempre dal corpo. E alla fine speriamo che questa nostra ricerca possa essere premiata e dare risultati importanti nel combattere la depressione, che è un male devastante per la nostra società».

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Al fine di finanziare i nostri progetti, ci siamo accreditati al portale della Rete del dono.

Rete del dono è una piattaforma di crowdfunding  per la raccolta di donazioni online  a favore di progetti d’utilità sociale ideati e gestiti da organizzazioni non profit (ONP). I protagonisti della Rete del Dono sono le ONP, i loro sostenitori e i donatori.è una forma di raccolta fondi che permette a più persone di mettere in comune risorse e sforzi per finanziare un progetto di utilità sociale, secondo un principio di collaborazione che parte dal basso.

Come funziona?

 

 

 

 


UN LASCITO TESTAMENTARIO

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Lasciti testamentari

L’unica eredità che noi potremo lasciare è la grande passione che ogni giorno utilizziamo per regalare un sogno ed un sorriso a chi è in difficoltà. Tu, invece, no. Tu, beninteso fra molti anni sereni e felici, potrai lasciare “questa” vita seppur non abbandonando tutto e tutti. Magari anche chi non conosci direttamente come noi disabili.

Perciò, oltre a pensare ai tuoi cari, decidi di restare anche insieme a noi con un gesto che varrà per sempre: il tuo lascito testamentario. Se solo vorrai, potrai così proseguire a vivere ancora per molto nei nostri sogni, nei nostri desideri e negli sforzi quotidiani che ogni giorno compiamo. Un lascito testamentario, oggi, ci autorizzerà a continuare a sperare. Grazie.

Il lascito è l’espressione delle proprie volontà e può diventare qualcosa di molto importante per chi vive di generosi atti di solidarietà.

Sono sempre di più le persone che decidono, nel rispetto dei diritti dei propri eredi, di affidare con un lascito una parte anche piccola dei propri beni ad associazioni come la nostra.

Così, donazioni in denaro, beni mobili e immobili, polizze assicurative e altri beni, si trasformano in un concreto sostegno a favore dell’Associazione e ci permettono di finanziare la nostra attività quotidiana e di realizzare progetti necessari ad offrire un’assistenza sempre più efficiente e completa.

I lasciti, inoltre, sono il mezzo che ci permette di pianificare con maggiore continuità il nostro intervento per garantire un futuro più sereno a chi può contare sulla nostra Associazione.

. «Redigere un testamento solidale vuol dire rendersi protagonisti di una storia d’amore verso il prossimo e lasciare un messaggio di speranza alle nuove generazioni. È un piccolo gesto, che in futuro aiuterà a far stare meglio gli altri, permette di lasciare una traccia di sé oltre la vita per aiutare chi è in difficoltà. Ma immaginare di dare ciò che si ha a qualcun altro fa del bene anche a noi. Merito della dopamina , che ricompensa il cervello dei più altruisti: ecco perché chi dona ha una vita più felice e appagata».

Per saperne di più sui lasciti testamentari alla nostra associazione puoi contattarci ai seguenti recapiti.

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NON FIORI MA OPERE DI BENE

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Non fiori ma opere di bene.

Per la famiglia e i parenti la morte di una persona cara è molto dolorosa e spesso condividere con gli altri il lutto serve per poter affrontare questa perdita.

Con una donazione in memoria del defunto o della defunta è possibile sostenere la preziosa attività di un’organizzazione benefica anche dopo la morte di questa persona.

Rendeteci partecipi del lutto che vi ha colpito e vi saremo riconoscenti di tutte le donazioni fatte con questa causale. Una volta ricevute tutte le offerte vi invieremo un elenco delle persone che hanno versato un contributo in memoria della persona defunta.

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DONA IL TUO MATRIMONIO

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Futuri sposi

Esiste una valida alternativa alle bomboniere da regalare agli invitati dei ricevimenti nuziali. E’ possibile infatti donare il costo di questi oggetti all’Associazione CCSVI nella SM – Emilia Romagna e ricevere in cambio biglietti di ringraziamento personalizzati, oggetti, lettere e dépliant da distribuire. Già molte coppie hanno felicemente adottato questa soluzione perché è la maniera giusta per sostenere la nostra associazione lanciando nel contempo un simpatico messaggio di sensibilità e di solidarietà.

Chi fosse interessato ci contatti per tempo e scelga, nella massima libertà, la forma che ritiene più adatta e la cifra da devolvere.

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