La Testa

La Testa

C’è chi l’abbassa, chi la nasconde e chi la perde. Io preferisco chi la usa. Rita Levi Montalcini.

Ricapitoliamo: Sin dalla fine di gennaio, il prof. Salvatore Spagnolo, calabrese di Simeri Crichi (Catanzaro), classe 1959, uno dei massimi esperti di embolia polmonare, già primario di cardiochirurgia del Policlinico di Monza e oggi corresponsabile dell’Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità Cardiochirurgia di Rapallo (Genova), vicino alla nostra Associazione da quasi 10 anni, non ha mai nascosto quanto già aveva intuito due mesi fa.

Rimasto inascoltato dalla comunità scientifica, avendo peraltro scoperto che i suoi colleghi cinesi erano giunti a conclusioni analoghe, ha continuato incessantemente a spiegare le sue acute osservazioni e conclusioni inerenti alla tremenda tragedia, che tutt’ora incombe, il COVID-19.

I primi giorni del mese di marzo il Professore invia alla nostra Associazione una lettera in cui riporta queste sue considerazioni invitandoci ad informare le autorità sanitarie e la nostra comunità associativa.

Il problema, come il Professore ha avuto, poi,  modo di spiegarci nel corso del suo intervento negli studi del canale televisivo, il Titolo Tv appuntamento di carattere divulgativo ed informativo da noi organizzato in data 13 aprile,ù, è cardiovascolare, non respiratorio. La gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto (ma non solo) polmonare.

Per contrastare la formazione dei coaguli ed evitare la ostruzione dei vasi del microcircolo, il Professore invitava, quindi, a praticare la somministrazione dell’eparina prima che il virus alteri i fattori della coagulazione.

L’eparina somministrata a domicilio, durante l’insorgenza dei primi sintomi influenzali, non solo previene la formazione dei trombi ma modifica radicalmente l’andamento clinico di questa patologia.

Il commento del giornalista Maurizio Blondet dello scorso 12 Aprile sul suo blog: “Una bufala”, l’aveva subito bollata il mediatico scienziato Roberto Burioni: Una scemenza di proporzioni immense. Lo scritto mette insieme alcune cose vere con altre scemenze olimpioniche, e arriva a conclusioni che definire senza senso è generoso”.

Si riferiva ad una comunicazione concitata su Twitter, diventata virale (è il caso di dirlo), di un cardiologo di Pavia, secondo lui “fantomatico” (notizia diffusa dal Dottor Sandro Giannini di Bologna riportata il 14 aprile da FP).

https://www.formulapassion.it/worldnews/focus/coronavirus-buone-notizie-sulle-cause-dei-decessi-giannini-rizzoli-bologna-cortisone-489956.html

Ma in poche ore, medici dei diversi ospedali, da Bari a Firenze e Milano hanno usato l’eparina, e scoperto che “funziona” per risolvere il tragico e quasi ineluttabile aggravamento polmonare, fino alla morte, cui medici e infermieri dovevano assistere impotenti dopo aver intubato il malato.

Il cardiologo aveva commesso l’errore di scrivere su twitter, invece che riferire a Roberto Burioni, […] ma, come scrive la Gazzetta di Bari, sul tavolo autoptico gli “anatomopatologi, su suggerimento di altri specialisti (cardiologi, neurologi), si sono trovati davanti una scoperta che potrebbe cambiare clamorosamente lo scenario: «Il problema principale non è il virus – spiegano gli specialisti – ma la reazione immunitaria che distrugge le cellule dove il virus entra.

Il problema è cardiovascolare, non respiratorio. La gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto (ma non solo) polmonare (sono attesi anche gli esami autoptici sul cervello, ndr).

In poche ore, medici di Milano, Brescia, Pavia, Bergamo, Napoli, Palermo si sono scambiati l’informazione, e ignari dei divieti di Roberto Burioni, hanno cominciato a utilizzare i farmaci che suggerivano i risultati delle autopsie: anti-infiammatori (cortisone) sconsigliati dai colleghi cinesi, per evitare “l’infiammazione che non curata distrugge tutto e prepara il terreno alla formazione dei trombi” e eparina, il noto e comunissimo anti-coagulante”, per prevenire i trombi.

Il giorno dopo la trasmissione, 14 aprile 2020, l’AIFA ha dato l’ok allo studio sperimentale sull’eparina che vede coinvolti 14 centri italiani coordinati dall’infettivologo Pierluigi Viale, ordinario di Malattie Infettive all’Università di Bologna e primario di Malattie Infettive al Policlinico Sant’Orsola. 

Il giorno 16 aprile 2020 l’AIFA pubblica sul proprio sito una nota, inviata poi a tutti i medici di base, al fine di autorizzare la prescrizione di eparine a basso peso molecolare nei pazienti adulti con COVID-19.

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1123276/Eparine_Basso_Peso_Molecolare_11.04.2020.pdf/e30686fb-3f5e-32c9-7c5c-951cc40872f7?fbclid=IwAR02ahJ4Gj9fLk9vMdv-xQKhqQMSRxFotnOcCJRkpiQi4PNfTJ6CG_Z1HF4

Intanto la Scientific Research and Community, nota rivista americana di ricerca cardiologica, ha dato ampio spazio, nell’edizione di lunedì 13 aprile 2020, alla tesi del professore Salvatore Spagnolo volta a promuovere un utilizzo precoce dell’eparina come strumento per contrastare le più deleterie conseguenze del Covid19.

Una task force di medici contro il coronavirus

Una task force di medici contro il coronavirus

Oltre 8000 i dottori che hanno risposto all’appello in supporto agli ospedali in affanno per l’emergenza.

L’ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, davanti alla sede della Protezione civile a Roma. «Forse supereremo gli 8000 fino alla fine. É un atto di amore e orgoglio. Siamo stati travolti. C’è gente che viene da tutta Italia e di tutte le età, che ha deciso di andare al fronte. E, per il fronte, sta partendo il dottor Tommaso Lupattelli…

…Cerchiamo di non dimenticare, asserisce il dottor Lupattelli nell’intervista al Tg2, che siamo i discendenti di Enea, che fuggendo da Troia in fiamme, portò sulle spalle il padre Anchise che non poteva camminare.

Il Dott. Tommaso Lupattelli, Specialista in radiologia e radiologia interventistica, specialista in chirurgia vascolare, opera all’interno del Gruppo Villa Maria.

Una lunga tradizione ha portato GVM Care & Research ad accreditarsi come partner del Sistema Sanitario Nazionale e come polo d’eccellenza in particolare per il trattamento delle patologie cardiovascolari rivolgendo sempre di più la sua attenzione alla dignità del malato, effettuando tecniche diagnostiche e chirurgiche sempre meno invasive e utilizzando protocolli terapeutici personalizzati.

Il team Brain Flow, diretto  dal Dott. Tommaso Lupattelli, ha eseguito al 31-5-2013 1600 interventi di PTA e ha pubblicato la sua casistica nelle riviste più prestigiose del campo vascolare. Dal 2012 si avvale della collaborazione di due neurologi, fra cui il Prof Paolo Onorati con il quale ha programmato un protocollo di studio per la diagnosi e cura della CCSVI. Il Team Brain Flow comprende inoltre 4 ecografisti, 2 chirurghi vascolari, 3 cardiologi, 2 cardiochirurghi, 2 medici di medicina generale, un neurofisiologo ed un riabilitatore ed un neuroradiologo.

Il Team Brain Flow per competenze ed esperienza è considerato il gruppo con maggiore esperienza nel panorama mondiale per il trattamento della CCSVI. Ad oggi, il Dott. Tommaso Lupattelli è l’operatore al mondo ad aver eseguito in assoluto più trattamenti di Angioplastica.

Disabilità e informazione

Disabilità e informazione

Da oltre un mese dall’inizio dell’emergenza coronavirus in Italia, le persone con disabilità e le loro famiglie sono rimaste isolate senza informazioni specifiche, persino nelle “aree rosse”.

Dopo una non breve fase di silenzio sul come sostenere concretamente i disabili (buone prassi da seguire, direttive precise, aiuti reali) il governo ha diramato nella sera del 10 marzo un vademecum dedicato a loro. “Per le persone con disabilità e per coloro che se ne prendono cura, il coronavirus può rappresentare un problema ancora più grave.

Ecco perché l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità (il nuovo soggetto politico creato dopo l’eliminazione del ministero della Disabilità) che fa capo alla Presidenza del consiglio dei ministri, ha pubblicato una nota con le risposte alle domande più frequenti sulle misure adottate dal Governo” scrivono da Palazzo Chigi.

Qui di seguito tutte le domande e le risposte fornite dall’Ufficio per i disabili. Ilfattoquotidiano.it facendo un ottimo lavoro, le ha analizzate una a una, fornendo a vario titolo proposte, consigli e anche dubbi raccolti dal mondo delle organizzazioni e dalle famiglie.

Ulteriori info https://www.gazzettasociale.it/coronavirus-vademecum-del-governo-per-i-disabili/

Emergenza coronavirus. L’Italia blindata da nord a sud

Emergenza coronavirus. L’Italia blindata da nord a sud

L’emergenza coronavirus può rappresentare un’occasione per prendere coscienza della malattia endemica di cui soffre la nostra Società: L’indifferenza!

Occorre, dunque, ripensare alle nostre vite ed al mondo in un’ottica di gioia non solo individuale ma anche comunitaria. Oggi gli studi più importanti ci dicono che moltissime delle patologie che affliggono l’umanità si curano attraverso un rafforzamento delle difese immunitarie.

Ci sono storie vere di persone che stanno lottando contro la loro malattia seguendo non solo le indicazioni dei propri medici di fiducia ma anche affrontando la malattia attraverso la scrittura, la recitazione, il canto, l’arte, la musica. Le difese immunitarie si alzano curando corpo e spirito: io amo citare anche l’anima.

Lungi da me entrare nel merito di come limitare la diffusione di questo virus simil-influenzale (i virologi di fama mondiale dicono di chiamarlo così) ma credo che ci sia una grande contraddizione nel chiudere gli eventi culturali, gli spazi dove andiamo a curarci l’anima per lasciare aperti i supermercati dove fare incetta di cibo in abbondanza per magari fare ammalare davvero i nostri corpi. Capisco la necessità di procurarsi il cibo ma non si vive solo di quello che inviamo alla nostra pancia. A forza di alimentare solo lo stomaco abbiamo dimenticato che esiste una testa collegata alla dimensione dello spirito.

Ed allora nel tempo in cui le scuole di ogni ordine e grado restano chiuse così come i cinema, i teatri, ed altri centri di socializzazione, questo ciò che mi sento di consigliare: approfittatene, dormite un pò di piú. Poi leggetevi un buon libro.

Sentitevi, guardatevi, giocate, scrivetevi, chiamatevi, cercatevi, trovatevi. Prendetevi cura di voi, dei vostri sogni, dei vostri amori, dei vostri cari. Se proprio volete uscire, recatevi al cimitero in visita ai vostri morti, loro di sicuro contagiosi, si ma di quella virtù che si chiama speranza.

Desideriamo informare tutta la nostra comunità associativa, e non solo, sulle nuove misure drastiche adottate dal Governo per tutto il territorio nazionale al fine di tutelare la salute pubblica ed evitare il collasso dell’intero sistema sanitario nazionale.

Se i ritiene che ci saranno (si spera a breve) interventi sul versante economico e fiscale, ma, in attesa di ulteriori provvedimenti in tal senso, vale la pena riassumere cosa è previsto dal 10 marzo al 3 aprile sull’intero territorio nazionale.

Spostamenti

La prima cosa da sapere è che non c’è un divieto assoluto di spostamento, ma piuttosto sono previste forti limitazioni in tal senso. In pratica, si devono limitare al massimo gli spostamenti di persone ai soli casi, giustificati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Chi si trova al di fuori del proprio domicilio, abitazione o residenza può rientrarvi. In caso di controllo da parte delle autorità di polizia, è necessario presentare una apposita autocertificazione con i motivi dello spostamento (per i lavoratori dipendenti, può essere sufficiente mostrare la busta paga).

Il modello di autocertificazione è reperibile sul sito del Ministero dell’Interno anche se, è bene ricordarlo, l’autocertificazione può essere rilasciata anche alle stesse autorità al momento del controllo. Chi presenta sintomi di febbre (temperatura superiore a 37.5°) è invitato a rimanere a casa e a contattare il medico curante, mentre i soggetti in quarantena non devono assolutamente spostarsi da casa.
Attenzione: in caso di dichiarazione del falso, trattandosi di un’autocertificazione rilasciata ai sensi degli articoli 46 e 47, D.P.R. n. 445/2000, si incorre nei reati penali previsti in tal caso.

Misure specifiche per lavoratori e datori di lavoro

Ai datori di lavoro pubblici e privati viene raccomandato di promuovere, durante il periodo di efficacia del decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie. Chiaramente, viene estesa la possibilità di ricorrere al lavoro agile per tutte le realtà imprenditoriali, senza alcun limite.

Attività sospese o chiuse

Sono molti i settori di attività sospesi o chiusi. Tra le sospensioni ci sono:

– tutte le manifestazioni di tipo culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico e quindi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati;
– servizi educativi per l’infanzia, le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati (è comunque possibile l’attività svolta a distanza);
– palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.
Restano, invece, chiusi i musei e gli altri luoghi di cultura.

Somministrazione di alimenti e bevande e altre attività commerciali

Per i bar e ristoranti, è prevista l’apertura dalle 6 alle 18, garantendo comunque il rispetto della distanza di sicurezza tra gli avventori di almeno un metro, salvo la sospensione dell’attività in caso di violazione di tali regole.

Per le attività commerciali diverse da bar e ristoranti è prevista la libertà di apertura a condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori. Anche in questo caso, in caso di violazione di tali disposizioni è prevista la sospensione dell’attività.

Da segnalare che in presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, si deve chiudere.

Le medie e grandi strutture di vendita (e i negozi in esse presenti) sono obbligate alla chiusura nei festivi e prefestivi mentre nei giorni feriali c’è l’obbligo di ingressi contingentati e rispetto distanza di 1 metro tra clienti, con uguale sanzione della sospensione dell’attività per chi non rispetta le regole.

Attenzione: farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari possono rimanere aperti, ma nel rispetto delle norme di igiene e sicurezza sopra descritte (distanza di 1 metro e ingressi contingentati).

Le misure per lo sport

Un ultimo accenno va fatto al settore dello sport, sul quale è stato deciso la sospensione di tutti i campionati di calcio (quindi, si ferma anche il campionato di serie A).

Salvo quanto detto a proposito di palestre e centri sportivi, viene disposto che sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati.

Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali.

È consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano; lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro.

Numeri verdi regionali

Le Regioni hanno attivato numeri dedicati per rispondere alle richieste di informazioni e sulle misure urgenti per il contenimento e la gestione del contagio del nuovo coronavirus in Italia:

  • Basilicata: 800 99 66 88 
  • Calabria: 800 76 76 76
  • Campania: 800 90 96 99
  • Emilia-Romagna: 800 033 033
  • Friuli Venezia Giulia: 800 500 300
  • Lazio: 800 11 88 00
  • Lombardia: 800 89 45 45
  • Marche: 800 93 66 77
  • Piemonte:
    • 800 19 20 20 attivo 24 ore su 24
    • 800 333 444 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20
  • Provincia autonoma di Trento: 800 867 388
  • Provincia autonoma di Bolzano: 800 751 751
  • Puglia: 800 713 931
  • Sardegna: 800 311 377
  • Sicilia: 800 45 87 87
  • Toscana: 800 55 60 60
  • Umbria: 800 63 63 63
  • Val d’Aosta: 800 122 121
  • Veneto: 800 462 340

Altri numeri utili dedicati all’emergenza nuovo coronavirus:

Abruzzo

Nella Regione Abruzzo per l’emergenza sanitaria sono attivi i seguenti numeri:

  • ASL n. 1 L’Aquila:118
  • ASL n. 2 Chieti-Lanciano-Vasto: 800 860 146
  • ASL n. 3 Pescara: 118 
  • ASL n. 4 Teramo: 800 090 147

 Liguria 

  • Nella Regione Liguria è attivo il numero di emergenza coronavirus 112

Molise

  • Nella Regione Molise per informazioni o segnalazioni sono attivi i numeri:  0874 313000 e 0874 409000   

Piacenza

  • Nel Comune di Piacenza per informazioni contattare il 0523 317979: attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13

Numero di pubblica utilità 1500

Attivo anche il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute.

Numero unico di emergenza

Contattare il 112 oppure il 118 soltanto se strettamente necessario.  

 

Nasce SCUBO (Servizio Civile Universale Bologna)

Nasce SCUBO (Servizio Civile Universale Bologna)

Un nuovo ente di livello metropolitano che dal 2 marzo del 2020 con decreto di iscrizione, emesso dal DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE GIOVANILI E IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE UFFICIO PER IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE, è entrato a far parte del nuovo Albo degli Enti di Servizio Civile Universale, istituito ad aprile 2018 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Come da tempo previsto il DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE GIOVANILI E IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE , ha definitivamente accolto la richiesta di accreditamento di SCUBO nel nuovo Albo di Servizio Civile Universale. Attualmente 74 sono gli enti, sia pubblici sia no profit, che hanno aderito a questo nuovo soggetto giuridico. Ognuno di questi, tra cui la nostra Associazione, metterà in rete le proprie esperienze e contribuirà a realizzare progetti di tipo solidaristico e di impegno civico, utili anche all’orientamento professionale degli under 29.

In particolare SCUBO dovrà presentare al Dipartimento Gioventù e Servizio Civile Nazionale, per l’approvazione, i programmi d’intervento di servizio civile universale, articolati in progetti, collaborare e partecipare con l’Ente di accoglienza nell’attività di selezione degli operatori volontari da impiegare nella loro realizzazione, formare l’operatore locale di progetto e gli operatori volontari, tramite formatori accreditati, monitorare l’andamento del progetto, il suo sviluppo e i risultati raggiunti, garantire un sistema di comunicazione, collegamento e coordinamento tra le sedi di attuazione dei programmi di intervento mediante una rete di operatori.

Il Comune di Bologna ha messo a disposizione di questo nuovo ente 40 mila euro all’anno per gli anni 2019 e 2020, e due dipendenti. La delibera, è stata licenziata dalla Giunta su proposta dell’assessore al Welfare Giuliano Barigazzi. Un ringraziamento particolare va, in questo momento, alla dottoressa Mariantonieta Mazzeo, responsabile del nostro servizio civile, che non solo a seguito tutti i lavori nella fase costituente di SCUBo ma continuerà, come per gli anni passati, a seguire tutta la fase progettuale della nostra Associazione. Abbiamo aperto tutti insieme una nuova stagione per il Servizio Civile e speriamo che i nostri sforzi possano contribuire a creare sempre più opportunità per i giovani.
Buon lavoro a tutti noi.

In viaggio da 10 anni… 2 maggio 2020: Verso il Congresso elettivo Nazionale!

In viaggio da 10 anni… 2 maggio 2020: Verso il Congresso elettivo Nazionale!

Avremo tempo e modo di approfondire non solo quanto si è fatto ma, soprattutto cosa intendiamo realizzare nel futuro prossimo.

La metafora del viaggio, con cui enfaticamente abbiamo voluto caratterizzare il percorso di questi 10 anni che ci hanno visti protagonisti nella nostra associazione, tende a rappresentare il viaggio nel mare, a volte placido e a volte periglioso, che ha come meta il riconoscimento di migliori prestazioni sociali e sanitarie, con particolare riferimento alla presa in carico dei cittadini italiani affetti da sclerosi multipla e CCSVI.

Questa meta tende a rammentare in noi come libertà, giustizia, solidarietà, diritti e doveri, equità, opportunità e responsabilità sociale siano i nostri valori di riferimento. Vorremmo, allora e se possibile, in quella giornata trasmettere a tutti Voi l’entusiasmo e la passione che l’intero Consiglio direttivo nazionale, i volontari, tutti i collaboratori, che a diverso titolo operano, sia nella associazione nazionale che nelle realtà periferiche, hanno profuso in questi anni.

Un altro mandato volge al termine. Tre anni che la nostra associazione ha vissuto con determinazione, entusiasmo e passione. Un’occasione per rivolgere un sincero “grazie” a tutti coloro che hanno creduto in noi e ci hanno concesso la loro fiducia, continuando a sostenere le nostre attività. Un grazie particolare ai nostri associati che spesso sono anche amici. Un augurio di cuore con la speranza che anche  nei prossimi anni potremo essere utili al perseguimento degli importanti obiettivi che la nostra mission ci impone. Tu potrai aiutarci non solo rinnovando la tua iscrizione ma anche, e soprattutto, partecipando al Congresso elettivo della tua realtà associativa territoriale.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto con le quote associative annuali, con donazioni, con l’assegnazione del 5 per mille delle loro imposte e a coloro che, in occasione di ricorrenze o festività, hanno contribuito a finanziare le nostra attività. L’associazione continuerà ad impegnarsi affinché la nostra comunità associativa possa continuare il percorso intrapreso per un futuro sempre più costruttivo che veda progredire il nostro sodalizio e, con esso, le nostre speranze.

Anche nei prossimi anni continueremo a ideare, progettare e realizzare iniziative a sostegno del importanti sfide alle quali siamo tutti noi chiamati e che richiederanno sempre maggiore creatività, competenza e coraggio, nella convinzione che anche in un momento molto impegnativo, le opportunità per fare bene ci siano e debbano essere colte.

In questi giorni riceverai, a cura dell’Associazione regionale di tua appartenenza, non solo la formale lettera di convocazione dell’Assemblea della tua realtà regionale ma, anche, modulistica che vorrai utilizzare se intendi candidarti anche al Consiglio direttivo regionale, Nazionale o come delegato per partecipare alla assemblea elettiva nazionale.

Questo rinnovato sistema di partecipazione democratica alla vita associativa si è reso possibile poiché l’Associazione, in ottemperanza alla normativa che ha riformato il Terzo settore, ha modificato il proprio Statuto con l’intento di aumentare la possibilità di partecipazione alle assemblee associative introducendo un sistema di voto tramite delegati votati nei congressi periferici. Sperando tu non voglia mancare a questi importanti consessi associativi, ti invito, anche a nome del Consiglio direttivo Nazionale uscente, a partecipare all’assemblea congressuale che si celebrerà nella regione a te più vicina.

Francesco Tabacco, presidente.

Una importante mail dall’Università di Pisa da molto tempo attesa…

Una importante mail dall’Università di Pisa da molto tempo attesa…

Pubblicati gli esiti della sperimentazione, condotta presso l’Università di Pisa, finanziata in parte dalla nostra Associazione.

Caro dottor Nicolini,
il nostro lavoro si è finalmente concluso, largamente fuori tempo massimo (rispetto ai nostri programmi iniziali), pubblicato da una rivista di livello inferiore rispetto al nostro atteso, ma con dei risultati che ci soddisfano molto. Emerge che il trattamento della CCSVI non è la panacea per tutti i casi affetti, ma che, in una popolazione selezionata, funziona. Questo spiega perchè alcuni la incensano (i beneficiati) ed altri la denigrano (quelli che non hanno visto -o non hanno saputo vedere- miglioramenti). Le allego il pdf dell’articolo, anche come forma di ringraziamento per il contributo che mai ci avete fatto mancare. Purtroppo, in questo momento positivo dobbiamo ricordare il grave lutto che ha colpito il gruppo dei ricercatori: la Professoressa Carboncini si è spenta poche settimane fa. Il suo contributo è stato determinante per lo studio. Cordiali saluti Mauro Ferrari

L’opinione della associazione.

– la PTA è una pratica in atto da decenni anche per affezioni del sistema venoso profondo;
– notoriamente i rischi associati all’intervento sono bassi;
– gli studi preliminari disponibili, ancorché non definitivi secondo i criteri adottati dalla comunità scientifica internazionale, depongono per una positiva incidenza dell’intervento sulla qualità della vita dei malati e forse anche sulla progressione della malattia;

– l’ipotesi che la CCSVI sia un importante fattore di rischio per la SM, anche se non esclusivo, ha solide basi in studi autoptici, istopatologici, sperimentali su animali, emodinamici ed osservazionali accumulati dal 1836 ad oggi;
– i tempi per il completamento degli studi clinici di fase III sono molto lunghi mentre ci sono pazienti che da un anno all’altro vedono drammaticamente e definitivamente peggiorare il loro stato; è molto importante sostenere e velocizzare gli studi in corso, ma questi non possono essere l’unica via per i malati di SM;
– un’importante consesso internazionale (International Union of Phlebology, Montecarlo 2009) ha dato indicazione all’intervento di angioplastica in caso di insufficienza venosa cronica cerebrale. Le associazioni professionali degli specialisti del ramo (stiamo parlando di patologia vascolare) hanno tradotto in indicazioni pratiche quell’orientamento;

– la copresenza di una insufficienza venosa e di una patologia cronica di qualunque tipo interessante l’organo che ne è affetto, è la base di una più che fondata indicazione all’intervento;
– le prove cosiddette “aneddotiche” che provengono dalle ormai migliaia di pazienti sottoposti ad intervento in tutto il mondo, pur evidenziando alcune problematiche previste (es. frequenza di restenosi) e non previste (sporadici casi si peggioramento), sembrano confermare che in numerosi casi, soprattutto RR o SP recenti, si hanno evidenti miglioramenti;
– studi scientifici, ancorchè di carattere preliminare, confermano gli effetti positivi sulla qualità della vita e sulla progressione della malattia;

– nella storia anche recente della ricerca scientifica ci sono vari esempi di procedure interventistiche a basso rischio in cui si è passati alla esecuzione di interventi su larga scala sulla base di studi di I e II fase, producendo studi di ampia portata di fase III (generalmente senza doppio cieco e “sham surgery”, eticamente discutibile in caso di invasività) parallelamente all’utilizzo routinario della procedura: es. le PTA arteriose in caso di rischio di ictus, o le vertebroplastiche e cifoplastiche. Vi è una sorta di “accanimento accademico” nel pretendere, per la PTA delle giugulari e della azygos, lo stesso iter previsto per l’introduzione di nuovi farmaci.

Ciò insinua nei malati lo sgradevole dubbio che la negazione di ogni possibilità di intervento, giustificata da un atteggiamento apparentemente iperprotettivo nei confronti dei pazienti, sia in realtà un riflesso di difesa di interessi economici (enormi sono gli interessi delle case farmaceutiche in materia di SM) e corporativi.

In conclusione, considerato il fattore tempo (“Time is Brain”, si ripetono spesso i malati di SM), ogni malato ha diritto di fare, con i suoi medici di fiducia, un bilancio critico personale che confronti le probabilità dei rischi e dei benefici dell’intervento con le probabilità dei rischi e dei benefici del mancato intervento. Al di fuori di questo bilancio critico non c’è Scienza Medica, quanto piuttosto una forma sofisticata di “medicina difensiva”, che tiene più alla sicurezza delle istituzioni sanitarie che a quella dei pazienti. Quei malati che decidono di non poter attendere oltre, hanno il diritto di eseguire l’intervento in un contesto sicuro.

2020… l’anno che verrà

2020… l’anno che verrà

È in arrivo il nuovo anno e porta con sé idee, progetti e buoni propositi. L’accogliamo con l’emozione che sempre accompagna un nuovo inizio. Nell’arco di questi primi 10 anni di vita associativa, ho realizzato che nella vita, dopo aver superato una montagna, ci si trova di fronte altre montagne da scalare. Il problema, però, non è la montagna, ma come noi affrontiamo la salita. 

Nella grande partita della sofferenza, c’è bisogno di amici e compagni della vita. C’è bisogno di prossimità, di amicizia, di solidarietà. Il dolore certo non lo si sconfigge in solitudine. Alla malattia ci pensano i medici: quanto è importante il loro ruolo, così come quello dei familiari e, per tutti noi anche il ruolo in capo all’Associazione!! Tuttavia, anche se non risolve il dolore, quanto è importante stringere una mano, stare vicino ai malati e ai loro parenti: non lasciare nessuno solo perché nella solitudine le paure si ingigantiscono e il dolore può diventare insopportabile.

Sono sempre più convinto che a fare la storia siano le persone comuni: la loro partecipazione alle decisioni sul futuro, in seno alle Istituzioni o nelle realtà associative, è la sola garanzia di democrazia e libertà.

Penso che ciascuno di noi possa contribuire a migliorare il mondo in cui vive, senza aspettare che comincino gli altri (e senza pensare solo a se stessi, ovviamente. Nella primavera del 2020 celebreremo il nostro congresso elettivo. Avremo tempo e modo di approfondire non solo quanto si è fatto ma, soprattutto cosa intendiamo realizzare nel futuro prossimo.

Sarà, quella, occasione per rammentare a noi stessi come libertà, giustizia, solidarietà, diritti e doveri, equità, opportunità e responsabilità sociale siano i nostri valori di riferimento. Vorremmo, allora e se possibile, in quella giornata trasmettere a tutti Voi l’entusiasmo e la passione che l’intero Consiglio direttivo nazionale, i volontari, tutti i collaboratori, che a diverso titolo operano, sia nella Associazione nazionale che nelle realtà periferiche, hanno profuso in questi anni.

Passate un buon Natale e ricaricatevi durante le feste. È più che mai tempo di costruire! Anche a nome dell’intero consiglio direttivo nazionale, un sincero augurio di buon Natale e di buone feste a tutti voi!

Francesco Tabacco, Presidente

Contributo del 5 × 1000

Contributo del 5 × 1000

Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla – ONLUS e Associazione sclerosi multipla Albero di KOS – ONLUS due facce della stessa medaglia…
Contributo del 5 × 1000 sulla dichiarazione dei redditi. Per te è semplice, non costa nulla e per noi può valere tanto… Basta una semplice firma per appoggiare la nostra preziosa opera sul territorio. Sul modello 730 o UNICO della dichiarazione dei redditi oppure sul modello CUD, per coloro che sono esonerati dalla presentazione dei due modelli precedenti, nella sezione SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF, bisogna apporre la firma del dichiarante e il codice fiscale di CCSVI NELLA SCLEROSI MULTIPLA – ONLUS: 91321490376

 

Il caso COVID-19: dalla complessità clinica alla complessità molecolare

Il caso COVID-19: dalla complessità clinica alla complessità molecolare

I Prof. Massimo Cocchi e Fabio Gabrielli hanno presentato lo studio di ricerca sul microbiota. Presente in collegamento anche il Dott. Carlo Casamassima.

Oggi lunedì 27 aprile alle ore 11:30 è andato in onda il nostro appuntamento e 5° approfondimento televisivo sulla pagina del TitoloTv. In collegamento due facce ormai note e di cui nutriamo profonda stima e gratitudine: il professore Fabio Gabrielli, filosofo e nostro Presidente Onorario e il professore Massimo Cocchi, biochimico e Presidente dell’Istituto QPP.

Insieme abbiamo cercato di capire come funziona il nostro microbiota intestinale, perché parlarne ora, quale il legame con il Covid-19 e molte altre domande.
Insieme a noi presenta annche il dott. Carlo Casamassima, anche lui una faccia nota al grande pubblico grazie ai suoi interessanti e genuini interventi riguardo al microbiota e vita del nostro secondo cervello!

Il dott. Carlo Casamassima è gastroenterologo presso l’ ASL di Barletta-Andria-Trani (BAT), più volte ospite su #RaiUno da Elisa Isoardi per la trasmissione Buono a Sapersi, relatore in diversi convegni e divulgatore scientifico tra i più apprezzati in Italia.

Per chi si fosse perso la diretta del nostro 5° appuntamento lunedì 27 alle 11.30

Grazie infinite!
Qui trovate un interessante e piacevole dialogo con il Dott. Carlo Casamassima ed uno articolo a firma dei Prof. Massimo Cocchi e Fabio Gabrielli.

Coronavirus: 4° Appuntamento tv

Coronavirus: 4° Appuntamento tv

Siamo lieti di annunciare il nostro 4° appuntamento Lunedì 20 alle 11.30.

Saremo in compagnia del Prof. Salvatore Spagnolo, il Dott. Massimo De Girolamo, il Dott. Tommaso Lupattelli, il Prof. Fabio Gabrielli e il nostro Presidente Francesco TabaccoParleremo ancora della scoperta relativa alla somministrazione di Eparina nei pazienti affetti da Covid-19, che il Professor Spagnolo ha spiegato e raccontato durante il nostro 3° appuntamento;

Parleremo della valenza dell’agire in tutta libertà e coscienza dei medici di base facendo riferimento, a quello che è, a nostro avviso, il senso dell’operato di un buon medico, è cioè, salvare vite; Parleremo del senso di libertà nella medicina e del senso di disobbedienza a volte necessaria;

Parleremo di quanto la nostra Associazione da sempre vuole essere vicina ai malati, tutti, che si trovano a dover affrontare, da soli, questa tragedia immane, e dell’importanza di sollecitare le Istituzioni competenti al fine di Salvare la Vita delle persone, dei nostri amici, dei nostri cari, della nostra gente e della gente di tutto il mondo.

Ovviamente questa non è la soluzione al virus ma è uno dei modi possibili per agire durante i primi sintomi, legati allo stesso, così da non permettere la formazione di trombi nel sangue.

Sappiamo di perseguire, ancora una volta, una scelta ambiziosa ma sappiamo di non poterne fare a meno!

Vi aspettiamo! Salviamo Vite! Per guardare la diretta di Lunedì 20 alle 11.30

Per chi si fosse perso la diretta ecco di seguito il video!

Grazie a tutti!

https://www.facebook.com/TitoloTv/videos/670832060399466/UzpfSTcwOTQ1OTg0MjUxNTg4NDoyNzcyMTkyNzE2MjQyNTc2/

Prof. Zamboni: “Eparina per possibile trattamento Covid-19”

Prof. Zamboni: “Eparina per possibile trattamento Covid-19”

Qual è il legame il coronavirus e l’utilizzo dell’eparina, come terapia di cura? E come si è scoperta questa possibile soluzione?

Il prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca sulle Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, intervistato da Telestense ha spiegato come è nata e si è sviluppata la ricerca.

“L’eparina è più da un secolo esistente ed è un farmaco che i medici conoscono molto bene”. “Dagli inizi degli anni 2000, questo farmaco esiste in una formulazione a basso peso molecolare, meno anticoagulante e più antitrombotica e può essere usata anche a domicilio e presciritta come medicina di base”. A tal proposito, ha suscitato un forte interesse l’intervento rilasciato dal Prof. Spagnolo durante l’ultimo nostro approfondimento televisivo e che vedeva partecipi negli studi virtuali del TitoloTv, i Prof.ri Massimo Cocchi, Pietro Procopio e Gualtiero Nicolini.

Oggi è noto a tutti come in questi giorni l’interessamento di tale farmaco e dei suoi benefici, abbia fatto prendere la decisione all’Aifa di uno studio e la sperimentazione in 14 centri italiani su 300 pazienti con quadro moderato o severo.

Nel video sottostante il servizio realizzato da Telestense delle dichiarazioni del Prof. Zamboni.

Eparina sì o eparina no?

Eparina sì o eparina no?

L’Associazione sclerosi multipla Albero di KOS invita il professor Salvatore Spagnolo ad approfondire.

L’uovo di Colombo si è schiuso a poche ore dalla Pasqua in alcuni ospedali italiani dopo essere stato tenuto in quarantena. Nessuno osava toccarlo, visto che il nuovo Coronavirus è catalogato tra i patogeni di livello 4 in quanto a pericolosità (al pari di ebola).

Ma è scandagliando il corpo umano che anatomopatologi, su suggerimento di altri specialisti (cardiologi, neurologi), hanno fatto una scoperta che potrebbe cambiare clamorosamente lo scenario: «Il problema principale non è il virus – spiegano gli specialisti in continuo contatto con altri medici italiani (Milano, Brescia, Pavia, Bergamo, Napoli, Palermo) che in questa fase sperimentale preferiscono mantenere l’anonimato.

Diversamente da questi suoi colleghi il prof Salvatore Spagnolo, cardiochirurgo di fama internazionale, già Primario a Monza, ora a Rapallo, ma di origini calabresi È da quasi 10 anni vicino alla nostra Associazione, non ha mai nascosto quanto già aveva intuito due mesi fa, purtroppo inascoltato da una comunità scientifica sorda, avendo peraltro scoperto che i suoi colleghi cinesi erano giunti a conclusioni analoghe.

Il problema, come il professore avuto modo di spiegarci nel corso del suo intervento negli studi del Canale televisivo ilTitoloTv trasmissione da noi organizzata, è cardiovascolare, non respiratorio. La gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto (ma non solo) polmonare (sono attesi anche gli esami autoptici sul cervello, ndr).

Molti morti, anche quarantenni (ecco spiegati presumibilmente i decessi di persone giovani, ndr), avevano una storia di febbre alta per 10-15 giorni non curata adeguatamente. L’infiammazione ha distrutto tutto e preparato il terreno alla formazione dei trombi. Non era facile capirlo perché i segni delle microembolie apparivano sfumati, anche all’ecocardio».

E in queste ore l’AIFA ha dato l’ok allo studio sperimentale sull’eparina che vede coinvolti 14 centri italiani coordinati dall’infettivologo Pierluigi Viale, ordinario di Malattie infettive all’UniBo e primario di Malattie Infettive al Policlinico Sant’Orsola. Leggi la NEWS

Vi invitiamo, dunque, a visionare questo video da noi realizzato e ricordiamo il prossimo appuntamento lunedì 20 aprile 2020 con in studio nuovamente il Prof. Spagnolo, il Dott. Tommaso Lupattelli, il Dott. Pietro Procopio, il Dott. Massimo De Girolamo, modera l’incontro il giornalista Marco Marozzi. Buona visione.


Coronavirus, eparina “Uovo di Colombo”?

Coronavirus, eparina “Uovo di Colombo”?

Il luminare calabrese Spagnolo ne è convinto.

di Danilo Colacino – Eparina sì o no nell’approccio terapeutico al Coronavirus? Il prof Salvatore Spagnolo – cardiochirurgo di fama internazionale, primario a Monza, ma di origini calabresi – non ha dubbi, avendo peraltro scoperto che i suoi colleghi cinesi sono giunti a conclusioni analoghe. Ecco perché lo ha scritto a una rivista scientifica americana e ne ha sollecitato la sperimentazione in Italia. Tutti i dettagli li ha però spiegati in esclusiva a noi di calabria7.it in un’intervista telefonica in cui ha peraltro precisato il modo in cui si è reso conto della possibile soluzione del dramma Covid-19.

Grazie alla neonata collaborazione con il canale web il TitoloTv e che ci ha visto esordire con l’approfondimento “1° Appuntamento con NOI: Sportello orecchio-cuore: come vivere questo tempo“, con le nostre associate, le Dott.sse Roberta Gallo, psicologa, e Mariantonietta Mazzeo, musico terapeuta, inviteremo in trasmissione il Professor Spagnolo, per farci illustrare al meglio l’argomento.

Ricordiamo ai nostri associati l’appuntamento di domani 11 aprile 2020 dalle ore 11:30 che vedrà protagonisti il Prof. Fabio Gabrielli ed il Prof. Massimo Cocchi sulla pagina del TitoloTv e in condivisione sulla nostra pagina ufficiale di facebook.

In viaggio da 10 anni…

In viaggio da 10 anni…

Il 9 aprile 2010 si costituisce l’Associazione CCSVI nella sclerosi multipla ONLUS.

Per l’Associazione e per tutti noi sono stati 10 anni intensi e laboriosi; ancora giovanissima, l’Associazione, ha acquisito un curriculum vitae invidiabile. Non sempre l’Associazione ha avuto vita facile anzi, spesso la strada è stata ripida e tortuosa ma, con la collaborazione di tutti, siamo sempre riusciti ad andare avanti. Da quando è stata fondata abbiamo considerato la nostra associazione una grande famiglia, proprio così: la nostra associazione è una grande famiglia e, come tale, agisce basando tutto sul volontariato. Ogni socio ha messo a disposizione il proprio tempo libero anche con la propria forza economica pur di realizzare lo scopo che, man mano, ci si prefiggeva senza mai attendere niente.

Ci accingiamo ora a promuovere la costituzione della Fondazione Albero di KOS affinché non vadano disperse le conoscenze e le risorse umane che si sono in questi anni prodotte. Nel frattempo, E in concomitanza alla riforma del Terzo Settore,il 6 aprile Del 2019, nel corso della nostra assemblea Generale dei soci, abbiamo presentato le azioni e la mission che la costituenda Fondazione perseguirà. Contestualmente, con l’intento di ridefinire la nostra mission in collegamento alla futura costituzione di una Fondazione che si occuperà di ricerca, si è ritenuto opportuno modificare la denominazione dell’Associazione in: “Associazione Sclerosi Multipla Albero di Kos Onlus”.

Cos’è KOS?
KOS è il nome dell’isola EGEA dove nacque Ippocrate. Lì sorgeva il santuario di Asclepio, dio del conforto, del sollievo e del risanamento, quindi si ispira alle conoscenze e alle pratiche che la scuola di Kos inaugurò. Ogni medico è indissolubilmente legato a Kos dal vincolo più sacro: il giuramento ippocratico.

Cos’è l’Albero di KOS?
Vuole la tradizione che ogni pergamena degli adepti incorporasse una foglia dell’albero sotto il quale Ippocrate impartiva il suo insegnamento. Così come sotto le fronde di quel platano Ippocrate tramandava il Sapere, sotto l’egida dell’Associazione sclerosi multipla Albero di KOS la Comunità Scientifica sarà chiamata a confrontarsi sul- le incognite che la Medicina ancora pone!

Associazione CCSVI nella sclerosi multipla
Associazione sclerosi multipla Albero di KOS
Due facce della stessa medaglia.
Grazie agli amici della Accademia d’archi di Milano
Grazie al maestro Mauro Ivano Benaglia

Grazie al maestro Lorenzo Meraviglia Che come dono per il compleanno della nostra Associazione hanno voluto dedicare questo brano eseguito durante la stagione dell’Accademia Concertante d’Archi di Milano 2018/2019 e dedicata all’associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla ONLUS, di cui il M° Lorenzo Meraviglia, protagonista, interprete principale e primo violino di spalla di questa orchestra, è testimonial.

Splendido il suono di questo violino, strumento realizzato da Matteo Goffriller detto il Goffrilleri, Maestro liutaio della Scuola veneziana del fine seicento primo settecento.

Matteo Goffriller (Bressanone, 1659 – Venezia, 1742) .

Nato a Bressanone si trasferì nel 1685 a Venezia, divenendo allievo di Martinus Kaiser. Ne sposò la figlia e ne rilevò bottega nel 1690. Il primo lavoro conosciuto è una viola da gamba, del 1689, ma si dedicò in particolare alla costruzione di violini e divenne il liutaio più importante di Venezia alla fine del seicento e nei primi ani del settecento. Tutti i musicisti della città, sia amatori sia professionisti, frequentavano la sua bottega per comprare strumenti, per effettuare riparazioni o semplicemente per acquistare corde.

Si è distinto per la capacità di costruire strumenti a misura del cliente, sia nella forma che nelle proporzioni, sia nella scelta dei materiali e nella qualità del lavoro, anche secondo quello che il musicista poteva spendere. Il suo lavoro è stato all’inizio fortemente influenzato dagli Stradivari del periodo amatizzato, dei quali ha conservato nel tempo lo stile. I suoi violini sono caratterizzati da un fondo spesso di un solo pezzo di acero, da una voluta grande e ben scolpita e da una vernice che varia tra un bel rosso ciliegia e un giallo ambrato trasparente.

Sia per la qualità del lavoro, sia per il fatto che raramente metteva un’etichetta, i suoi strumenti sono stati molto spesso attribuiti a liutai cremonesi, come Nicola Amati, Andrea o Giuseppe Guarneri e più spesso a Carlo Bergonzi. Se Martinus Kaiser è considerato colui che ha portato la costruzione di strumenti a corda a Venezia, Matteo Goffriller è da considerarsi senz’altro il capostipite della scuola veneta degli strumenti ad arco, ritenuta seconda solo a quella cremonese. È stato il maestro di Domenico Montagnana che fu anche allievo poi di Antonio Stradivari a Cremona e di Francesco Gobetti.

Il Virus che ci riconduce al mito di Enea

Il Virus che ci riconduce al mito di Enea

Un’occasione per prendere coscienza della malattia endemica di cui soffre la nostra Società: L’indifferenza!

Il mondo è cambiato molte volte, e sta cambiando di nuovo. Tutti noi dovremo adattarci a un nuovo modo di vivere, di lavorare e di creare relazioni. Ma come per tutti i cambiamenti, ci saranno alcuni che ci perderanno più degli altri, e saranno quelli che hanno già perso troppo. La maggior parte di noi probabilmente non ha ancora capito, ma lo farà presto, che le cose non torneranno alla normalità dopo qualche settimana, o addirittura dopo qualche mese.

Ecco, dunque, che l’emergenza coronavirus può rappresentare un’occasione per prendere coscienza della malattia endemica di cui soffre la nostra Società: L’indifferenza! Occorre, dunque, ripensare alle nostre vite ed al mondo in un’ottica di gioia non solo individuale ma anche comunitaria.

Un video segnalatoci dal Maestro Giorgio Zagnoni, Presidente presso l’Orchestra Filarmonica di Bologna e Membro onorario del Japan Opera Festival, ci porta ad una profonda riflessione.

In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all’altro, arriva lo stop. Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro.

In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.

In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel “non-spazio” del virtuale, del social network, dandoci l’illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.

In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l’unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunità, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi.

La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro. Come è già stato scritto, cerchiamo di non dimenticare che siamo i discendenti di Enea, che fuggendo da Troia in fiamme, portò sulle spalle il padre Anchise che non poteva camminare.