Ad un passo dalla cura della sclerosi multipla

Ad un passo dalla cura della sclerosi multipla

La dottoressa su Metcalfe, un ricercatore associato senior dell’Università di Cambridge, ha scoperto un cambiamento all’interno della cellula immunitaria che potrebbe essere “ripristinato” per tornare alla normale attività. Uno dei principali elementi della ricerca preclinica riguarda il fattore inibitore della leucemia (LIF): una piccola proteina di segnalazione che agisce sulle cellule staminali del corpo. “[LIF] è in grado di attivare queste cellule per sostituire le cellule danneggiate. durante la riparazione dei tessuti, ad esempio la riparazione di un muscolo lacerato “, afferma Metcalfe. “Un altro ruolo importante di LIF è quello di mantenere un sistema nervoso centrale sano, proteggendo i nervi e mantenendo la mielina”.

Storia

Nel 2013, ha fondato la società Cambridge LIF-NanoRx per ulteriori ricerche. La sua idea era quella di guidare una dose misurata di minuscole particelle specializzate sui nervi danneggiati e ripararli. Tuttavia, quando le particelle LIF sono state impiantate come agente terapeutico, ha scoperto che il corpo ha rotto LIF dopo 20 minuti. Essi sono così piccoli che la superficie è molto più grande della massa. Le loro proprietà e dimensioni speciali li rendono particolarmente adatti per erogare terapie all’interno delle cellule.

Nanoparticelle

La dottoressa Metcalfe ha prodotto nanoparticelle utilizzando lo stesso tipo di materiale dei punti di dissoluzione. Li ha combinati con la proteina LIF per prolungare la vita dell’agente riparatore nel corpo – e finora il suo test ha avuto molto successo. LIF non solo ha il tempo di raggiungere le aree danneggiate, ma le nanoparticelle alla fine si dissolvono all’interno del corpo, lasciando solo anidride carbonica e acqua.

Inversione Ciò significa che il trattamento a doppio colpo di Metcalfe può invertire l’autoimmunità mentre ripara il danno che ha causato al cervello di un paziente.
Sebbene la ricerca della Dott.ssa Metcalfe si sia concentrata sulla sclerosi multipla, spera di modificare questi risultati per fare lo stesso con la psoriasi e il diabete – e se può sviluppare la tecnica per attraversare la barriera emato-encefalica, potrebbe anche essere usata per curare la demenza. A seconda dell’interesse delle società farmaceutiche e degli investitori privati ​​nei finanziamenti, i test sull’uomo potrebbero iniziare nel 2020.

Cambia la storia della Sclerosi Multipla

Cambia la storia della Sclerosi Multipla

Si è tenuto dal 23 al 25 settembre u.s. presso l’hotel Alimara di Barcellona con la presenza di moltissimi partecipanti tra medici, specialisti e ricercatori di tutto il mondo il Congresso mondiale dei cardiologi e dei cardiochirurghi vascolari

La prima relazione è stata tenuta dal prof. Salvatore Spagnolo che, già primario agli Istituti Ospedalieri di Monza, opera da anni all’Iclas Istituto Clinico Ligure di Alta Specializzazione di Rapallo. Nei suoi 40 minuti d’intervento il grande cardiochirurgo italiano ha presentato i risultati del suo lavoro e la casistica degli interventi di “riparazione” e sostituzione di vene e del ripristino del flusso sanguigno che ha consentito alla quasi totalità dei suoi pazienti di ottenere netti miglioramenti e in molti casi guarigioni complete.

Spagnolo ha anche evidenziato e documentato come si rompe la barriera encefalica e come ha origine la  formazione della placca nei malati di S:M. Egli ha chiaramente dimostrato che   nei pazienti con sclerosi multipla si ha la formazione di una inversione della circolazione venosa cerebrale. La presenza di episodici aumenti della pressione causa una onda di pressione in grado di raggiungere le vene periferiche del tessuto cerebrale, di rompere la barriera ematoencefalica e di causare appunto la formazione della placca.

Il successo ottenuto dell’intervento del grande chirurgo vascolare italiano ha obbligato a un’ulteriore relazione che si è tenuta oggi, e ancora di 40 minuti intervento che è stato ancor più seguito e apprezzato tanto che gli organizzatori hanno deciso di convocare una conferenza stampa a Parigi tra breve in modo che il prof Spagnolo (che è in attesa di veder pubblicato su una importante rivista scientifica un suo articolo di estrema importanza) possa illustrare a giornalisti del settore medico la sintesi dei risultati raggiunti.

Altre notevoli relazioni sono state presentate al Congresso mondiale di Barcellona dall’egiziano prof. Osama Tolba El Rasami, dal prof. Sergej Suchkov dell’Università di Astrakan Russia, dal giordano prof. Ahed J. Alkhatib, dell’Universita delle Scienze e della tecnologia, dall’iraniano prof. Mojtaba Mafi dell’Università di Teheran, dall’americano prof. Alain Fymat dell’International Institute of Medicine and Science della California, dal prof. Gurusher Panjrat del George Washington University School of Medicine USA, del prof. Mohd. Shahbaaz Khan del King Salman Heart Centre Kingdom dell’Arabia Saudita e infine del prof. Samer Ellahham Chief Quality Officer SKMC Cleveland Clinic Care Giver, UAE e del prof. Mohamed EddousKs del Moulay Ismail dell’University del Marocco.

Ama e capirai perché

Ama e capirai perché

A Scorrano uno spettacolo volto alla sensibilizzazione dei cittadini verso i temi tipici della solidarietà e del volontariato sociale.


Il giorno 7 Agosto 2019 si terrà nel comune salentino, alle ore 21.00, presso la Piazzetta San Francesco, l’evento “AMA E CAPIRAI PERCHE’……” – CONCERTO GROSSO PER LA SOLIDARIETA’ SOCIALE.  L’evento ha le sue basi nello spirito collaborativo e pluri-associazionistico di alcune Associazioni Scorranesi tra cui, la Famiglia Francescana, il Gruppo FRATRES “Lucia Russo”, l’Associazione V.O.C. “Il Cireneo” (Volontariato Ospedaliero Cristiano), la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), l’Azione Cattolica; a queste si aggiungono poi due Associazioni Nazionali quali, l’Associazione Nazionale CCSVI nella Sclerosi Multipla e l’”Associazione Italiana Ambient Assisted Living”.

La manifestazione ha l’obiettivo di creare, attraverso un coinvolgimento multi-settoriale e la sinergia tra diverse Associazioni, un momento per poter trasmettere alla popolazione messaggi di SOLIDARIETA’ SOCIALE, utilizzando il linguaggio musicale quale principale strumento di comunicazione e di sensibilizzazione, con un concerto che include brani musicali, con testi a sfondo sociale, combinati con arrangiamenti derivanti dai più famosi gruppi pop-rock.

L’Associazione Scorranese “EUTERPE Salento Music Centre”, credendo nei valori dell’iniziativa, con grande spirito di solidarietà ha curato gli aspetti musicali. Ospite d’eccezione della serata sarà Francesco Narducci; suonando con la sua chitarra porterà la testimonianza diretta della sua esperienza:  da malato di Sclerosi Multipla ed impossibilitato a suonare il suo strumento musicale preferito al ripristino completo delle sue funzionalità artistiche.

L’iniziativa, sin dalle prime fasi di promozione e di progettualità, ha già evidenziato un’importante occasione per mettere a fattore comune, ma soprattutto a servizio della collettività, le grandi disponibilità, potenzialità e competenze esistenti nel volontariato Scorranese, e non solo.

Sarà una serata entusiasmante che intende valorizzare l’operato e l’importanza del volontariato sociale, sensibilizzando le persone verso la solidarietà e la socializzazione, soprattutto in tutte quelle condizioni di fragilità, ed incoraggiando a rispettare ed amare sempre di più alcuni valori chiave quali, la vita (perché è breve!), la famiglia (perché è unica!), gli amici (perché sono rari!), ecc.

Nord e Sud uniti nella salute e nella prevenzione

Nord e Sud uniti nella salute e nella prevenzione

Il 7 luglio 2019, a Lecce, nel corso dell’assemblea nazionale dei soci si è provveduto non solo a ratificare le modifiche allo statuto nazionale così come deliberato nel corso della assemblea nazionale del 5 aprile u.s., in ottemperanza alla riforma del terzo settore, ma si è proceduto contestualmente a nominare il gruppo operativo pugliese che si impegnerà a dar vita alla nostra rappresentanza anche in Puglia.

Strategico, per raggiungere questo obiettivo, si è rivelato il rapporto che da tempo abbiamo instaurato con il Centro polispecialistico Medinforma che, insiste con le proprie strutture, non solo a Bologna ma, appunto, anche in Puglia.

Abbiamo, poi, coinvolto il dottor Pietro Aldo Siciliano, ricercatore presso il CNR e presidente della rete IMM – INNOVALL, che nell’ambito della salute è una fucina di iniziative possibili: dalla telemedicina alla medicina avanzata, dalla diagnostica molecolare all’approccio terapeutico avanzato. Da questo incontro sono nati anche i presupposti per esportare il Progetto emiliano Verso Borgo Salus anche in Puglia.

Il dottor Siciliano, nel contesto dell’incontro, non solo ha invitato la costituenda associazione pugliese, nelle persone di Pedro Pablo Pasculli, Francesco Narducci e Donato Francesco Bianco, a partecipare all’evento spettacolare che sta organizzando per finanziare e pubblicizzare tale progetto ma non ha mancato di informarci brevemente su quanto emerso recentemente in Puglia nell’ambito del Convegno “Living lab salute: verso puglia digitale 2020“.

https://www.innova.puglia.it/home/-/asset_publisher/s92Rnms1OaMO/content/living-labs-salute-il-resoconto

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI SOCI – 7 LUGLIO 2019

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI SOCI – 7 LUGLIO 2019

 

Ai sensi dell’art.28 dello Statuto è convocata l’Assemblea straordinaria dei Soci in prima convocazione per le ore 00,01 di domenica 7 luglio 2019 (assemblea regolare se vi sono almeno la metà più uno degli aventi diritto ai sensi dell’art.29 dello statuto), in seconda convocazione alle ore 10,00 del 7 luglio 2019 (assemblea regolare a maggioranza dei presenti ai sensi dell’art.29 dello Statuto) presso  –  l’Auditorium Karol Wojtyla del centro Athena in Via Montenegro 181 a Merine di Lizzanello (LE).

Con il seguente ordine del giorno:

  1. Comunicazioni del Presidente:
  • Approvazione statuto riformato in ottemperanza alla normativa sulla riforma del Terzo Settore
  • Costituzione Associazione Puglia
  • Stipula e firma convenzione con centri accreditati per l’utilizzo dell’ossigeno-ozonoterapia
  • Varie ed eventuali

La presente convocazione sarà affissa presso le sedi nazionali dell’Associazione, presso le sedi territoriali e pubblicata sul sito web dell’associazione. I soci possono consultare il sito associativo www.ccsvi-sm.org per informazioni sulle modalità di delega e su come raggiungere la sede in caso di difficoltà o scrivere a segreteria@ccsvi- sm.org per qualunque altra informazione di cui necessitassero.

 

Bologna, lì 10 giugno 2019

 

 

Pronti a tornare al Ministero della Salute per validare CCSVI nei LEA

Pronti a tornare al Ministero della Salute per validare CCSVI nei LEA

Si è concluso il 31 maggio nell’aula magna dell’ospedale di Cona, in provincia di Ferrara, il convegno internazionale sulle malattie neurovascolari dell’ISNVD (International Society Neurovascular Disease). A margine del convegno, poi, il professor Paolo Zamboni ha rilasciato questa intervista: 

L’Associazione ha partecipato a questo Congresso scientifico con i suoi Consiglieri Gualtiero Nicolini e Salvatore Dugo. Abbiamo, ancora una volta, ribadito l’intenzione dell’Associazione di portarsi nuovamente presso il Ministero della salute per validare nei LEA la CCSVI. Questa nostra volontà l’abbiamo formalizzata al professor Paolo Zamboni con una lettera indirizzata a tutte le Società scientifiche che si interessano di problematiche vascolari affinché ci forniscano documentazione scientifica di supporto prima di portarci al Ministero.

Nel frattempo, e nell’attesa che questi dati ci pervengano, l’Associazione procederà a dar corso al Progetto Verso Borgo Salus che, tra l’altro, prevede la istituzione di un Centro per la diagnostica di CCSVI poiché riteniamo che tale esame sia, a tutt’oggi, il punto cruciale del riconoscimento della CCSVI. Se, infatti, ancora oggi, in tutti gli studi pubblicati, la frequenza della diagnosi posta nei vari laboratori varia tra lo zero e il cinquanta per cento, è segno che la formazione degli operatori è men che buona. Ciò non deve sorprendere. Oltre 40 anni fa accadeva la stessa cosa per la valutazione della stenosi carotidea. Per la CCSVI, inoltre, altri due elementi aumentano la complessità della diagnosi. L’esame del sistema venoso è, in tutti i distretti, più difficile di quella arteriosa, dove l’elevato gradiente pressorio rende tutto più semplice rispetto ad un sistema a bassa pressione ed alta capacitanza. La seconda difficoltà è legata alle ancora modeste conoscenze sulla fisiopatologia del ritorno venoso cerebrale e della sua regolazione.

Cogliamo, infine, l’occasione per sottolineare come nell’arco di questi 10 anni la nostra Associazione ha dato spazio diverse volte al tema della priorità della ricerca, cercando di stimolare un dibattito che coinvolgesse in particolare cittadini e loro rappresentanze. Questi ultimi, quando interrogati, hanno sottolineato la necessità e la voglia di essere coinvolti nel dibattito e ancor più la necessità di far correre su un unico binario le priorità dei pazienti e quelle della ricerca.

Esaminando la nostra realtà è invece facile vedere che i binari corrono ancora saldamente paralleli. Vero è, infatti, che i cittadini e i pazienti sono ben lontani dalla stanza dei bottoni: raramente presenti nelle commissioni o gruppi di lavoro, quasi mai coinvolti nella valutazione della assegnazione dei fondi di ricerca, scarsamente rappresentati ed isolati nei comitati etici, ancora episodicamente coinvolti nella messa a punto dei protocolli di ricerca, purtroppo diverse volte compromessi negli ingranaggi sottili del mercato della salute.

Se vogliamo, alla luce di quanto detto, che informazioni più pertinenti diventino disponibili, è necessaria, come lucidamente affermava il professor Alessandro Liberati in un suo articolo sul Lancet, una nuova governance della strategia di ricerca. Non si può pretendere che i ricercatori, abbandonati a sé stessi Come si può evincere dalla video-intervista del Professor Paolo Zamboni sopra riportata, affrontino l’attuale squilibrio.

I ricercatori sono, spesso, intrappolati all’interno dei loro interessi – professionali e accademici – che li portano a competere per finanziamenti pubblici o dell’industria farmaceutica per fasi precoci di trial invece di diventare “campioni” di studi strategici, testa a testa e di fase III.Non sono i gruppi di pazienti a modificare il modello prevalente di ricerca: data la mancanza di meccanismi espliciti per la prioritizzazione della ricerca essi sono spesso dominati dagli esperti con interessi personali. Né il solo finanziamento pubblico riuscirebbe a risolvere il problema.» necessario sviluppare politiche nella fase di pre-approvazione dello sviluppo di un farmaco e questo processo necessita una stretta collaborazione con le aziende farmaceutiche e continui input degli organismi regolatori.

Ecco, quindi, l’idea di costituire una Fondazione Al fine di dar vita ad una realtà giuridica che si prefigga essenzialmente di cofinanziare la ricerca scientifica di base, libera e creativa.