Emergenza coronavirus. L’Italia blindata da nord a sud

Emergenza coronavirus. L’Italia blindata da nord a sud

L’emergenza coronavirus può rappresentare un’occasione per prendere coscienza della malattia endemica di cui soffre la nostra Società: L’indifferenza!

Occorre, dunque, ripensare alle nostre vite ed al mondo in un’ottica di gioia non solo individuale ma anche comunitaria. Oggi gli studi più importanti ci dicono che moltissime delle patologie che affliggono l’umanità si curano attraverso un rafforzamento delle difese immunitarie.

Ci sono storie vere di persone che stanno lottando contro la loro malattia seguendo non solo le indicazioni dei propri medici di fiducia ma anche affrontando la malattia attraverso la scrittura, la recitazione, il canto, l’arte, la musica. Le difese immunitarie si alzano curando corpo e spirito: io amo citare anche l’anima.

Lungi da me entrare nel merito di come limitare la diffusione di questo virus simil-influenzale (i virologi di fama mondiale dicono di chiamarlo così) ma credo che ci sia una grande contraddizione nel chiudere gli eventi culturali, gli spazi dove andiamo a curarci l’anima per lasciare aperti i supermercati dove fare incetta di cibo in abbondanza per magari fare ammalare davvero i nostri corpi. Capisco la necessità di procurarsi il cibo ma non si vive solo di quello che inviamo alla nostra pancia. A forza di alimentare solo lo stomaco abbiamo dimenticato che esiste una testa collegata alla dimensione dello spirito.

Ed allora nel tempo in cui le scuole di ogni ordine e grado restano chiuse così come i cinema, i teatri, ed altri centri di socializzazione, questo ciò che mi sento di consigliare: approfittatene, dormite un pò di piú. Poi leggetevi un buon libro.

Sentitevi, guardatevi, giocate, scrivetevi, chiamatevi, cercatevi, trovatevi. Prendetevi cura di voi, dei vostri sogni, dei vostri amori, dei vostri cari. Se proprio volete uscire, recatevi al cimitero in visita ai vostri morti, loro di sicuro contagiosi, si ma di quella virtù che si chiama speranza.

Desideriamo informare tutta la nostra comunità associativa, e non solo, sulle nuove misure drastiche adottate dal Governo per tutto il territorio nazionale al fine di tutelare la salute pubblica ed evitare il collasso dell’intero sistema sanitario nazionale.

Se i ritiene che ci saranno (si spera a breve) interventi sul versante economico e fiscale, ma, in attesa di ulteriori provvedimenti in tal senso, vale la pena riassumere cosa è previsto dal 10 marzo al 3 aprile sull’intero territorio nazionale.

Spostamenti

La prima cosa da sapere è che non c’è un divieto assoluto di spostamento, ma piuttosto sono previste forti limitazioni in tal senso. In pratica, si devono limitare al massimo gli spostamenti di persone ai soli casi, giustificati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Chi si trova al di fuori del proprio domicilio, abitazione o residenza può rientrarvi. In caso di controllo da parte delle autorità di polizia, è necessario presentare una apposita autocertificazione con i motivi dello spostamento (per i lavoratori dipendenti, può essere sufficiente mostrare la busta paga).

Il modello di autocertificazione è reperibile sul sito del Ministero dell’Interno anche se, è bene ricordarlo, l’autocertificazione può essere rilasciata anche alle stesse autorità al momento del controllo. Chi presenta sintomi di febbre (temperatura superiore a 37.5°) è invitato a rimanere a casa e a contattare il medico curante, mentre i soggetti in quarantena non devono assolutamente spostarsi da casa.
Attenzione: in caso di dichiarazione del falso, trattandosi di un’autocertificazione rilasciata ai sensi degli articoli 46 e 47, D.P.R. n. 445/2000, si incorre nei reati penali previsti in tal caso.

Misure specifiche per lavoratori e datori di lavoro

Ai datori di lavoro pubblici e privati viene raccomandato di promuovere, durante il periodo di efficacia del decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie. Chiaramente, viene estesa la possibilità di ricorrere al lavoro agile per tutte le realtà imprenditoriali, senza alcun limite.

Attività sospese o chiuse

Sono molti i settori di attività sospesi o chiusi. Tra le sospensioni ci sono:

– tutte le manifestazioni di tipo culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico e quindi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati;
– servizi educativi per l’infanzia, le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati (è comunque possibile l’attività svolta a distanza);
– palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.
Restano, invece, chiusi i musei e gli altri luoghi di cultura.

Somministrazione di alimenti e bevande e altre attività commerciali

Per i bar e ristoranti, è prevista l’apertura dalle 6 alle 18, garantendo comunque il rispetto della distanza di sicurezza tra gli avventori di almeno un metro, salvo la sospensione dell’attività in caso di violazione di tali regole.

Per le attività commerciali diverse da bar e ristoranti è prevista la libertà di apertura a condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori. Anche in questo caso, in caso di violazione di tali disposizioni è prevista la sospensione dell’attività.

Da segnalare che in presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, si deve chiudere.

Le medie e grandi strutture di vendita (e i negozi in esse presenti) sono obbligate alla chiusura nei festivi e prefestivi mentre nei giorni feriali c’è l’obbligo di ingressi contingentati e rispetto distanza di 1 metro tra clienti, con uguale sanzione della sospensione dell’attività per chi non rispetta le regole.

Attenzione: farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari possono rimanere aperti, ma nel rispetto delle norme di igiene e sicurezza sopra descritte (distanza di 1 metro e ingressi contingentati).

Le misure per lo sport

Un ultimo accenno va fatto al settore dello sport, sul quale è stato deciso la sospensione di tutti i campionati di calcio (quindi, si ferma anche il campionato di serie A).

Salvo quanto detto a proposito di palestre e centri sportivi, viene disposto che sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati.

Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali.

È consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano; lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro.

Numeri verdi regionali

Le Regioni hanno attivato numeri dedicati per rispondere alle richieste di informazioni e sulle misure urgenti per il contenimento e la gestione del contagio del nuovo coronavirus in Italia:

  • Basilicata: 800 99 66 88 
  • Calabria: 800 76 76 76
  • Campania: 800 90 96 99
  • Emilia-Romagna: 800 033 033
  • Friuli Venezia Giulia: 800 500 300
  • Lazio: 800 11 88 00
  • Lombardia: 800 89 45 45
  • Marche: 800 93 66 77
  • Piemonte:
    • 800 19 20 20 attivo 24 ore su 24
    • 800 333 444 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20
  • Provincia autonoma di Trento: 800 867 388
  • Provincia autonoma di Bolzano: 800 751 751
  • Puglia: 800 713 931
  • Sardegna: 800 311 377
  • Sicilia: 800 45 87 87
  • Toscana: 800 55 60 60
  • Umbria: 800 63 63 63
  • Val d’Aosta: 800 122 121
  • Veneto: 800 462 340

Altri numeri utili dedicati all’emergenza nuovo coronavirus:

Abruzzo

Nella Regione Abruzzo per l’emergenza sanitaria sono attivi i seguenti numeri:

  • ASL n. 1 L’Aquila:118
  • ASL n. 2 Chieti-Lanciano-Vasto: 800 860 146
  • ASL n. 3 Pescara: 118 
  • ASL n. 4 Teramo: 800 090 147

 Liguria 

  • Nella Regione Liguria è attivo il numero di emergenza coronavirus 112

Molise

  • Nella Regione Molise per informazioni o segnalazioni sono attivi i numeri:  0874 313000 e 0874 409000   

Piacenza

  • Nel Comune di Piacenza per informazioni contattare il 0523 317979: attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13

Numero di pubblica utilità 1500

Attivo anche il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute.

Numero unico di emergenza

Contattare il 112 oppure il 118 soltanto se strettamente necessario.  

 

Nasce SCUBO (Servizio Civile Universale Bologna)

Nasce SCUBO (Servizio Civile Universale Bologna)

Un nuovo ente di livello metropolitano che dal 2 marzo del 2020 con decreto di iscrizione, emesso dal DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE GIOVANILI E IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE UFFICIO PER IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE, è entrato a far parte del nuovo Albo degli Enti di Servizio Civile Universale, istituito ad aprile 2018 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Come da tempo previsto il DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE GIOVANILI E IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE , ha definitivamente accolto la richiesta di accreditamento di SCUBO nel nuovo Albo di Servizio Civile Universale. Attualmente 74 sono gli enti, sia pubblici sia no profit, che hanno aderito a questo nuovo soggetto giuridico. Ognuno di questi, tra cui la nostra Associazione, metterà in rete le proprie esperienze e contribuirà a realizzare progetti di tipo solidaristico e di impegno civico, utili anche all’orientamento professionale degli under 29.

In particolare SCUBO dovrà presentare al Dipartimento Gioventù e Servizio Civile Nazionale, per l’approvazione, i programmi d’intervento di servizio civile universale, articolati in progetti, collaborare e partecipare con l’Ente di accoglienza nell’attività di selezione degli operatori volontari da impiegare nella loro realizzazione, formare l’operatore locale di progetto e gli operatori volontari, tramite formatori accreditati, monitorare l’andamento del progetto, il suo sviluppo e i risultati raggiunti, garantire un sistema di comunicazione, collegamento e coordinamento tra le sedi di attuazione dei programmi di intervento mediante una rete di operatori.

Il Comune di Bologna ha messo a disposizione di questo nuovo ente 40 mila euro all’anno per gli anni 2019 e 2020, e due dipendenti. La delibera, è stata licenziata dalla Giunta su proposta dell’assessore al Welfare Giuliano Barigazzi. Un ringraziamento particolare va, in questo momento, alla dottoressa Mariantonieta Mazzeo, responsabile del nostro servizio civile, che non solo a seguito tutti i lavori nella fase costituente di SCUBo ma continuerà, come per gli anni passati, a seguire tutta la fase progettuale della nostra Associazione. Abbiamo aperto tutti insieme una nuova stagione per il Servizio Civile e speriamo che i nostri sforzi possano contribuire a creare sempre più opportunità per i giovani.
Buon lavoro a tutti noi.

In viaggio da 10 anni… 2 maggio 2020: Verso il Congresso elettivo Nazionale!

In viaggio da 10 anni… 2 maggio 2020: Verso il Congresso elettivo Nazionale!

Avremo tempo e modo di approfondire non solo quanto si è fatto ma, soprattutto cosa intendiamo realizzare nel futuro prossimo.

La metafora del viaggio, con cui enfaticamente abbiamo voluto caratterizzare il percorso di questi 10 anni che ci hanno visti protagonisti nella nostra associazione, tende a rappresentare il viaggio nel mare, a volte placido e a volte periglioso, che ha come meta il riconoscimento di migliori prestazioni sociali e sanitarie, con particolare riferimento alla presa in carico dei cittadini italiani affetti da sclerosi multipla e CCSVI.

Questa meta tende a rammentare in noi come libertà, giustizia, solidarietà, diritti e doveri, equità, opportunità e responsabilità sociale siano i nostri valori di riferimento. Vorremmo, allora e se possibile, in quella giornata trasmettere a tutti Voi l’entusiasmo e la passione che l’intero Consiglio direttivo nazionale, i volontari, tutti i collaboratori, che a diverso titolo operano, sia nella associazione nazionale che nelle realtà periferiche, hanno profuso in questi anni.

Un altro mandato volge al termine. Tre anni che la nostra associazione ha vissuto con determinazione, entusiasmo e passione. Un’occasione per rivolgere un sincero “grazie” a tutti coloro che hanno creduto in noi e ci hanno concesso la loro fiducia, continuando a sostenere le nostre attività. Un grazie particolare ai nostri associati che spesso sono anche amici. Un augurio di cuore con la speranza che anche  nei prossimi anni potremo essere utili al perseguimento degli importanti obiettivi che la nostra mission ci impone. Tu potrai aiutarci non solo rinnovando la tua iscrizione ma anche, e soprattutto, partecipando al Congresso elettivo della tua realtà associativa territoriale.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto con le quote associative annuali, con donazioni, con l’assegnazione del 5 per mille delle loro imposte e a coloro che, in occasione di ricorrenze o festività, hanno contribuito a finanziare le nostra attività. L’associazione continuerà ad impegnarsi affinché la nostra comunità associativa possa continuare il percorso intrapreso per un futuro sempre più costruttivo che veda progredire il nostro sodalizio e, con esso, le nostre speranze.

Anche nei prossimi anni continueremo a ideare, progettare e realizzare iniziative a sostegno del importanti sfide alle quali siamo tutti noi chiamati e che richiederanno sempre maggiore creatività, competenza e coraggio, nella convinzione che anche in un momento molto impegnativo, le opportunità per fare bene ci siano e debbano essere colte.

In questi giorni riceverai, a cura dell’Associazione regionale di tua appartenenza, non solo la formale lettera di convocazione dell’Assemblea della tua realtà regionale ma, anche, modulistica che vorrai utilizzare se intendi candidarti anche al Consiglio direttivo regionale, Nazionale o come delegato per partecipare alla assemblea elettiva nazionale.

Questo rinnovato sistema di partecipazione democratica alla vita associativa si è reso possibile poiché l’Associazione, in ottemperanza alla normativa che ha riformato il Terzo settore, ha modificato il proprio Statuto con l’intento di aumentare la possibilità di partecipazione alle assemblee associative introducendo un sistema di voto tramite delegati votati nei congressi periferici. Sperando tu non voglia mancare a questi importanti consessi associativi, ti invito, anche a nome del Consiglio direttivo Nazionale uscente, a partecipare all’assemblea congressuale che si celebrerà nella regione a te più vicina.

Francesco Tabacco, presidente.

Sclerosi multipla, uno “score” made in Catania individua i pazienti da trattare con angioplastica

Sclerosi multipla, uno “score” made in Catania individua i pazienti da trattare con angioplastica

Uno studio dimostra l’efficacia del sistema “Giaquinta grading system” realizzato dal team di ricercatori della Chirurgia Vascolare del “Policlinico” di Catania.

L’angioplastica dilatativa delle vene giugulari nei pazienti affetti da sclerosi multipla – una malattia che colpisce 3 milioni di persone nel mondo, 600 mila in Europa e 122 mila in Italia, soprattutto donne, risulta efficace se utilizzata in pazienti con criteri morfologici ed emodinamici selezionati e accurati.

È quanto sostiene lo studio realizzato da ricercatori degli atenei di Ferrara e Catania pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista internazionale “Journal of Endovascular Therapy” e che si basa sul “Giaquinta grading system”, il sistema messo a punto da un team di ricercatori dell’Unità operativa complessa di Chirurgia Vascolare del “Policlinico” di Catania, guidata dal prof. Pierfrancesco Veroux.

Il “Giaquinta grading system” – classificazione pubblicata, in uno studio del 2017, sulla prestigiosa rivista statunitense “Journal of Vascular Surgery, Venous and Lymphatic disorders” e che prende il nome dalla ricercatrice del team dell’Università di Catania Alessia Giaquinta – è stato utilizzato per la prima volta nella ricerca “Brave Dreams” e ad oggi rappresenta l’unico score al mondo validato per determinare una selezione corretta dei pazienti da trattare con angioplastica.

Lo studio clinico “Brave Dreams”, pubblicato nel 2018 su “JAMA Neurology”, concludeva che “l’angioplastica delle vene giugulari è una tecnica sicura ma largamente inefficace, pertanto tale trattamento (procedura) non può essere raccomandato ai pazienti con sclerosi multipla”. Alla luce del fatto che nello studio “Brave Dreams” non era stato fatto alcun confronto tra pervietà del vaso trattato e risultato clinico atteso, risulta evidente che se una procedura non è efficace nel mantenere correttamente aperto un vaso e nel modificare le condizioni patologiche pre trattamento, nessun risultato clinico può determinarsi.  

Nel nuovo studio si è quindi proceduto alla rivalutazione, utilizzando una metodologia rigorosa e in “doppio cieco”, delle flebografie dei pazienti arruolati nel Brave Dreams. Una Commissione esterna ha visionato indipendentemente i filmati delle procedure e applicando il “Giaquinta Grading System” è stata in grado di distinguere due categorie di pazienti: ‘favorevoli’ e ‘sfavorevoli’.

I pazienti “favorevoli” hanno presentato un carico lesionale cerebrale significativamente più basso rispetto ai pazienti “sfavorevoli”, dimostrando per la prima volta una connessione tra migliorato flusso venoso dal cervello verso il cuore e la diminuzione di nuove lesioni cerebrali ad un anno dall’intervento di angioplastica.

Il 22 novembre scorso il prof. Paolo Zamboni, ordinario di Chirurgia vascolare dell’Università di Ferrara, ha presentato al 46° Veith Symposium, congresso mondiale di Chirurgia vascolare che si svolge ogni anno a New York, i dati relativi alla seconda fase dello studio “Brave Dreams” che dimostrano come l’angioplastica delle vene giugulari, sebbene non rappresenti la  panacea per tutti i pazienti affetti da sclerosi multipla, quando è utilizzata con una precisa e favorevole indicazione risulta efficace e la possibilità di rimanere liberi da nuove lesioni cerebrali risulta significativamente aumentata».  

«Per la prima volta – aggiunge il prof. Veroux – siamo riusciti ad individuare in quali pazienti l’angioplastica dilatativa riesce a migliorare in maniera significativa il flusso venoso dal cervello verso il cuore, che rappresenta il presupposto indispensabile per migliorare la perfusione cerebrale e permettere un risultato clinico significativo. Abbiamo anche documentato in quali pazienti l’angioplastica è una procedura che non modifica la pervietà delle vene trattate, risultando così una procedura da non raccomandare. Adesso l’obiettivo è instaurare un approccio e una collaborazione interdisciplinare, similmente come accade per altre devastanti patologie quali l’Ictus ischemico o il diabete, al fine di fronteggiare una malattia così debilitante che colpisce tanti nostri giovani pazienti».

Vita in condivisione

Vita in condivisione

“Vita in condivisione” una canzone scritta dai ragazzi che hanno preso parte al progetto “Ci vediamo martedì”, finanziato e sostenuto dalla Regione Emilia Romagna con il bando 699/2018.

Il percorso è stato ricco di incontri, condivisione e bellezza!!! Tutto questo è stato possibile grazie alla stretta e bella co-progettazione delle comunità associative della CCSVI nella SM- Emilia Romagna e Amiko Parkinson!

Un grazie speciale va a tutti coloro i quali hanno sostenuto, parlato, cantato, colorato, ballato, giocato, festeggiato, e sorriso con noi! Noi crediamo in questa rete di persone e crediamo di poter diventare sempre più numerosi, per cui l’invito non è soltanto quello di condividere questo piccolo estratto, frutto di un grande percorso, ma di prendere parte attiva a questi momenti di incontro, come volontari, operatori, caregivers, padri, madri, amici e sopratutto persone! Le feste sono ormai alle porte, noi vi facciamo i migliori auguri ma ci e VI auguriamo, anche, di ritrovarci e di sostenerci ancora!

Una importante mail dall’Università di Pisa da molto tempo attesa…

Una importante mail dall’Università di Pisa da molto tempo attesa…

Pubblicati gli esiti della sperimentazione, condotta presso l’Università di Pisa, finanziata in parte dalla nostra Associazione.

Caro dottor Nicolini,
il nostro lavoro si è finalmente concluso, largamente fuori tempo massimo (rispetto ai nostri programmi iniziali), pubblicato da una rivista di livello inferiore rispetto al nostro atteso, ma con dei risultati che ci soddisfano molto. Emerge che il trattamento della CCSVI non è la panacea per tutti i casi affetti, ma che, in una popolazione selezionata, funziona. Questo spiega perchè alcuni la incensano (i beneficiati) ed altri la denigrano (quelli che non hanno visto -o non hanno saputo vedere- miglioramenti). Le allego il pdf dell’articolo, anche come forma di ringraziamento per il contributo che mai ci avete fatto mancare. Purtroppo, in questo momento positivo dobbiamo ricordare il grave lutto che ha colpito il gruppo dei ricercatori: la Professoressa Carboncini si è spenta poche settimane fa. Il suo contributo è stato determinante per lo studio. Cordiali saluti Mauro Ferrari

L’opinione della associazione.

– la PTA è una pratica in atto da decenni anche per affezioni del sistema venoso profondo;
– notoriamente i rischi associati all’intervento sono bassi;
– gli studi preliminari disponibili, ancorché non definitivi secondo i criteri adottati dalla comunità scientifica internazionale, depongono per una positiva incidenza dell’intervento sulla qualità della vita dei malati e forse anche sulla progressione della malattia;

– l’ipotesi che la CCSVI sia un importante fattore di rischio per la SM, anche se non esclusivo, ha solide basi in studi autoptici, istopatologici, sperimentali su animali, emodinamici ed osservazionali accumulati dal 1836 ad oggi;
– i tempi per il completamento degli studi clinici di fase III sono molto lunghi mentre ci sono pazienti che da un anno all’altro vedono drammaticamente e definitivamente peggiorare il loro stato; è molto importante sostenere e velocizzare gli studi in corso, ma questi non possono essere l’unica via per i malati di SM;
– un’importante consesso internazionale (International Union of Phlebology, Montecarlo 2009) ha dato indicazione all’intervento di angioplastica in caso di insufficienza venosa cronica cerebrale. Le associazioni professionali degli specialisti del ramo (stiamo parlando di patologia vascolare) hanno tradotto in indicazioni pratiche quell’orientamento;

– la copresenza di una insufficienza venosa e di una patologia cronica di qualunque tipo interessante l’organo che ne è affetto, è la base di una più che fondata indicazione all’intervento;
– le prove cosiddette “aneddotiche” che provengono dalle ormai migliaia di pazienti sottoposti ad intervento in tutto il mondo, pur evidenziando alcune problematiche previste (es. frequenza di restenosi) e non previste (sporadici casi si peggioramento), sembrano confermare che in numerosi casi, soprattutto RR o SP recenti, si hanno evidenti miglioramenti;
– studi scientifici, ancorchè di carattere preliminare, confermano gli effetti positivi sulla qualità della vita e sulla progressione della malattia;

– nella storia anche recente della ricerca scientifica ci sono vari esempi di procedure interventistiche a basso rischio in cui si è passati alla esecuzione di interventi su larga scala sulla base di studi di I e II fase, producendo studi di ampia portata di fase III (generalmente senza doppio cieco e “sham surgery”, eticamente discutibile in caso di invasività) parallelamente all’utilizzo routinario della procedura: es. le PTA arteriose in caso di rischio di ictus, o le vertebroplastiche e cifoplastiche. Vi è una sorta di “accanimento accademico” nel pretendere, per la PTA delle giugulari e della azygos, lo stesso iter previsto per l’introduzione di nuovi farmaci.

Ciò insinua nei malati lo sgradevole dubbio che la negazione di ogni possibilità di intervento, giustificata da un atteggiamento apparentemente iperprotettivo nei confronti dei pazienti, sia in realtà un riflesso di difesa di interessi economici (enormi sono gli interessi delle case farmaceutiche in materia di SM) e corporativi.

In conclusione, considerato il fattore tempo (“Time is Brain”, si ripetono spesso i malati di SM), ogni malato ha diritto di fare, con i suoi medici di fiducia, un bilancio critico personale che confronti le probabilità dei rischi e dei benefici dell’intervento con le probabilità dei rischi e dei benefici del mancato intervento. Al di fuori di questo bilancio critico non c’è Scienza Medica, quanto piuttosto una forma sofisticata di “medicina difensiva”, che tiene più alla sicurezza delle istituzioni sanitarie che a quella dei pazienti. Quei malati che decidono di non poter attendere oltre, hanno il diritto di eseguire l’intervento in un contesto sicuro.