Qual è il legame il coronavirus e l’utilizzo dell’eparina, come terapia di cura? E come si è scoperta questa possibile soluzione?

Il prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca sulle Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, intervistato da Telestense ha spiegato come è nata e si è sviluppata la ricerca.

“L’eparina è più da un secolo esistente ed è un farmaco che i medici conoscono molto bene”. “Dagli inizi degli anni 2000, questo farmaco esiste in una formulazione a basso peso molecolare, meno anticoagulante e più antitrombotica e può essere usata anche a domicilio e presciritta come medicina di base”. A tal proposito, ha suscitato un forte interesse l’intervento rilasciato dal Prof. Spagnolo durante l’ultimo nostro approfondimento televisivo e che vedeva partecipi negli studi virtuali del TitoloTv, i Prof.ri Massimo Cocchi, Pietro Procopio e Gualtiero Nicolini.

Oggi è noto a tutti come in questi giorni l’interessamento di tale farmaco e dei suoi benefici, abbia fatto prendere la decisione all’Aifa di uno studio e la sperimentazione in 14 centri italiani su 300 pazienti con quadro moderato o severo.

Nel video sottostante il servizio realizzato da Telestense delle dichiarazioni del Prof. Zamboni.