Il caso COVID-19: dalla complessità clinica alla complessità molecolare

Il caso COVID-19: dalla complessità clinica alla complessità molecolare

I Prof. Massimo Cocchi e Fabio Gabrielli hanno presentato lo studio di ricerca sul microbiota. Presente in collegamento anche il Dott. Carlo Casamassima.

Oggi lunedì 27 aprile alle ore 11:30 è andato in onda il nostro appuntamento e 5° approfondimento televisivo sulla pagina del TitoloTv. In collegamento due facce ormai note e di cui nutriamo profonda stima e gratitudine: il professore Fabio Gabrielli, filosofo e nostro Presidente Onorario e il professore Massimo Cocchi, biochimico e Presidente dell’Istituto QPP.

Insieme abbiamo cercato di capire come funziona il nostro microbiota intestinale, perché parlarne ora, quale il legame con il Covid-19 e molte altre domande.
Insieme a noi presenta annche il dott. Carlo Casamassima, anche lui una faccia nota al grande pubblico grazie ai suoi interessanti e genuini interventi riguardo al microbiota e vita del nostro secondo cervello!

Il dott. Carlo Casamassima è gastroenterologo presso l’ ASL di Barletta-Andria-Trani (BAT), più volte ospite su #RaiUno da Elisa Isoardi per la trasmissione Buono a Sapersi, relatore in diversi convegni e divulgatore scientifico tra i più apprezzati in Italia.

Per chi si fosse perso la diretta del nostro 5° appuntamento lunedì 27 alle 11.30

Grazie infinite!
Qui trovate un interessante e piacevole dialogo con il Dott. Carlo Casamassima ed uno articolo a firma dei Prof. Massimo Cocchi e Fabio Gabrielli.

Coronavirus: 4° Appuntamento tv

Coronavirus: 4° Appuntamento tv

Siamo lieti di annunciare il nostro 4° appuntamento Lunedì 20 alle 11.30.

Saremo in compagnia del Prof. Salvatore Spagnolo, il Dott. Massimo De Girolamo, il Dott. Tommaso Lupattelli, il Prof. Fabio Gabrielli e il nostro Presidente Francesco TabaccoParleremo ancora della scoperta relativa alla somministrazione di Eparina nei pazienti affetti da Covid-19, che il Professor Spagnolo ha spiegato e raccontato durante il nostro 3° appuntamento;

Parleremo della valenza dell’agire in tutta libertà e coscienza dei medici di base facendo riferimento, a quello che è, a nostro avviso, il senso dell’operato di un buon medico, è cioè, salvare vite; Parleremo del senso di libertà nella medicina e del senso di disobbedienza a volte necessaria;

Parleremo di quanto la nostra Associazione da sempre vuole essere vicina ai malati, tutti, che si trovano a dover affrontare, da soli, questa tragedia immane, e dell’importanza di sollecitare le Istituzioni competenti al fine di Salvare la Vita delle persone, dei nostri amici, dei nostri cari, della nostra gente e della gente di tutto il mondo.

Ovviamente questa non è la soluzione al virus ma è uno dei modi possibili per agire durante i primi sintomi, legati allo stesso, così da non permettere la formazione di trombi nel sangue.

Sappiamo di perseguire, ancora una volta, una scelta ambiziosa ma sappiamo di non poterne fare a meno!

Vi aspettiamo! Salviamo Vite! Per guardare la diretta di Lunedì 20 alle 11.30

Per chi si fosse perso la diretta ecco di seguito il video!

Grazie a tutti!

https://www.facebook.com/TitoloTv/videos/670832060399466/UzpfSTcwOTQ1OTg0MjUxNTg4NDoyNzcyMTkyNzE2MjQyNTc2/

La Testa

La Testa

C’è chi l’abbassa, chi la nasconde e chi la perde. Io preferisco chi la usa. Rita Levi Montalcini.

Ricapitoliamo: Sin dalla fine di gennaio, il prof. Salvatore Spagnolo, calabrese di Simeri Crichi (Catanzaro), classe 1959, uno dei massimi esperti di embolia polmonare, già primario di cardiochirurgia del Policlinico di Monza e oggi corresponsabile dell’Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità Cardiochirurgia di Rapallo (Genova), vicino alla nostra Associazione da quasi 10 anni, non ha mai nascosto quanto già aveva intuito due mesi fa.

Rimasto inascoltato dalla comunità scientifica, avendo peraltro scoperto che i suoi colleghi cinesi erano giunti a conclusioni analoghe, ha continuato incessantemente a spiegare le sue acute osservazioni e conclusioni inerenti alla tremenda tragedia, che tutt’ora incombe, il COVID-19.

I primi giorni del mese di marzo il Professore invia alla nostra Associazione una lettera in cui riporta queste sue considerazioni invitandoci ad informare le autorità sanitarie e la nostra comunità associativa.

Il problema, come il Professore ha avuto, poi,  modo di spiegarci nel corso del suo intervento negli studi del canale televisivo, il Titolo Tv appuntamento di carattere divulgativo ed informativo da noi organizzato in data 13 aprile,ù, è cardiovascolare, non respiratorio. La gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto (ma non solo) polmonare.

Per contrastare la formazione dei coaguli ed evitare la ostruzione dei vasi del microcircolo, il Professore invitava, quindi, a praticare la somministrazione dell’eparina prima che il virus alteri i fattori della coagulazione.

L’eparina somministrata a domicilio, durante l’insorgenza dei primi sintomi influenzali, non solo previene la formazione dei trombi ma modifica radicalmente l’andamento clinico di questa patologia.

Il commento del giornalista Maurizio Blondet dello scorso 12 Aprile sul suo blog: “Una bufala”, l’aveva subito bollata il mediatico scienziato Roberto Burioni: Una scemenza di proporzioni immense. Lo scritto mette insieme alcune cose vere con altre scemenze olimpioniche, e arriva a conclusioni che definire senza senso è generoso”.

Si riferiva ad una comunicazione concitata su Twitter, diventata virale (è il caso di dirlo), di un cardiologo di Pavia, secondo lui “fantomatico” (notizia diffusa dal Dottor Sandro Giannini di Bologna riportata il 14 aprile da FP).

https://www.formulapassion.it/worldnews/focus/coronavirus-buone-notizie-sulle-cause-dei-decessi-giannini-rizzoli-bologna-cortisone-489956.html

Ma in poche ore, medici dei diversi ospedali, da Bari a Firenze e Milano hanno usato l’eparina, e scoperto che “funziona” per risolvere il tragico e quasi ineluttabile aggravamento polmonare, fino alla morte, cui medici e infermieri dovevano assistere impotenti dopo aver intubato il malato.

Il cardiologo aveva commesso l’errore di scrivere su twitter, invece che riferire a Roberto Burioni, […] ma, come scrive la Gazzetta di Bari, sul tavolo autoptico gli “anatomopatologi, su suggerimento di altri specialisti (cardiologi, neurologi), si sono trovati davanti una scoperta che potrebbe cambiare clamorosamente lo scenario: «Il problema principale non è il virus – spiegano gli specialisti – ma la reazione immunitaria che distrugge le cellule dove il virus entra.

Il problema è cardiovascolare, non respiratorio. La gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto (ma non solo) polmonare (sono attesi anche gli esami autoptici sul cervello, ndr).

In poche ore, medici di Milano, Brescia, Pavia, Bergamo, Napoli, Palermo si sono scambiati l’informazione, e ignari dei divieti di Roberto Burioni, hanno cominciato a utilizzare i farmaci che suggerivano i risultati delle autopsie: anti-infiammatori (cortisone) sconsigliati dai colleghi cinesi, per evitare “l’infiammazione che non curata distrugge tutto e prepara il terreno alla formazione dei trombi” e eparina, il noto e comunissimo anti-coagulante”, per prevenire i trombi.

Il giorno dopo la trasmissione, 14 aprile 2020, l’AIFA ha dato l’ok allo studio sperimentale sull’eparina che vede coinvolti 14 centri italiani coordinati dall’infettivologo Pierluigi Viale, ordinario di Malattie Infettive all’Università di Bologna e primario di Malattie Infettive al Policlinico Sant’Orsola. 

Il giorno 16 aprile 2020 l’AIFA pubblica sul proprio sito una nota, inviata poi a tutti i medici di base, al fine di autorizzare la prescrizione di eparine a basso peso molecolare nei pazienti adulti con COVID-19.

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1123276/Eparine_Basso_Peso_Molecolare_11.04.2020.pdf/e30686fb-3f5e-32c9-7c5c-951cc40872f7?fbclid=IwAR02ahJ4Gj9fLk9vMdv-xQKhqQMSRxFotnOcCJRkpiQi4PNfTJ6CG_Z1HF4

Intanto la Scientific Research and Community, nota rivista americana di ricerca cardiologica, ha dato ampio spazio, nell’edizione di lunedì 13 aprile 2020, alla tesi del professore Salvatore Spagnolo volta a promuovere un utilizzo precoce dell’eparina come strumento per contrastare le più deleterie conseguenze del Covid19.

Prof. Zamboni: “Eparina per possibile trattamento Covid-19”

Prof. Zamboni: “Eparina per possibile trattamento Covid-19”

Qual è il legame il coronavirus e l’utilizzo dell’eparina, come terapia di cura? E come si è scoperta questa possibile soluzione?

Il prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca sulle Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, intervistato da Telestense ha spiegato come è nata e si è sviluppata la ricerca.

“L’eparina è più da un secolo esistente ed è un farmaco che i medici conoscono molto bene”. “Dagli inizi degli anni 2000, questo farmaco esiste in una formulazione a basso peso molecolare, meno anticoagulante e più antitrombotica e può essere usata anche a domicilio e presciritta come medicina di base”. A tal proposito, ha suscitato un forte interesse l’intervento rilasciato dal Prof. Spagnolo durante l’ultimo nostro approfondimento televisivo e che vedeva partecipi negli studi virtuali del TitoloTv, i Prof.ri Massimo Cocchi, Pietro Procopio e Gualtiero Nicolini.

Oggi è noto a tutti come in questi giorni l’interessamento di tale farmaco e dei suoi benefici, abbia fatto prendere la decisione all’Aifa di uno studio e la sperimentazione in 14 centri italiani su 300 pazienti con quadro moderato o severo.

Nel video sottostante il servizio realizzato da Telestense delle dichiarazioni del Prof. Zamboni.

Eparina sì o eparina no?

Eparina sì o eparina no?

L’Associazione sclerosi multipla Albero di KOS invita il professor Salvatore Spagnolo ad approfondire.

L’uovo di Colombo si è schiuso a poche ore dalla Pasqua in alcuni ospedali italiani dopo essere stato tenuto in quarantena. Nessuno osava toccarlo, visto che il nuovo Coronavirus è catalogato tra i patogeni di livello 4 in quanto a pericolosità (al pari di ebola).

Ma è scandagliando il corpo umano che anatomopatologi, su suggerimento di altri specialisti (cardiologi, neurologi), hanno fatto una scoperta che potrebbe cambiare clamorosamente lo scenario: «Il problema principale non è il virus – spiegano gli specialisti in continuo contatto con altri medici italiani (Milano, Brescia, Pavia, Bergamo, Napoli, Palermo) che in questa fase sperimentale preferiscono mantenere l’anonimato.

Diversamente da questi suoi colleghi il prof Salvatore Spagnolo, cardiochirurgo di fama internazionale, già Primario a Monza, ora a Rapallo, ma di origini calabresi È da quasi 10 anni vicino alla nostra Associazione, non ha mai nascosto quanto già aveva intuito due mesi fa, purtroppo inascoltato da una comunità scientifica sorda, avendo peraltro scoperto che i suoi colleghi cinesi erano giunti a conclusioni analoghe.

Il problema, come il professore avuto modo di spiegarci nel corso del suo intervento negli studi del Canale televisivo ilTitoloTv trasmissione da noi organizzata, è cardiovascolare, non respiratorio. La gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto (ma non solo) polmonare (sono attesi anche gli esami autoptici sul cervello, ndr).

Molti morti, anche quarantenni (ecco spiegati presumibilmente i decessi di persone giovani, ndr), avevano una storia di febbre alta per 10-15 giorni non curata adeguatamente. L’infiammazione ha distrutto tutto e preparato il terreno alla formazione dei trombi. Non era facile capirlo perché i segni delle microembolie apparivano sfumati, anche all’ecocardio».

E in queste ore l’AIFA ha dato l’ok allo studio sperimentale sull’eparina che vede coinvolti 14 centri italiani coordinati dall’infettivologo Pierluigi Viale, ordinario di Malattie infettive all’UniBo e primario di Malattie Infettive al Policlinico Sant’Orsola. Leggi la NEWS

Vi invitiamo, dunque, a visionare questo video da noi realizzato e ricordiamo il prossimo appuntamento lunedì 20 aprile 2020 con in studio nuovamente il Prof. Spagnolo, il Dott. Tommaso Lupattelli, il Dott. Pietro Procopio, il Dott. Massimo De Girolamo, modera l’incontro il giornalista Marco Marozzi. Buona visione.