Sclerosi multipla: Zamboni sconfessa sperimentazione AISM

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Tutti parlano del metodo Zamboni che ha preso il via, ma così non è. La sperimentazione condotta dall'AISM è differente dal metodo inventato dal medico, tanto che Zamboni si è dimesso a settembre. Il rischio è creare confusione tra i malati di sclerosi multipla.

Le agenzie di stampa hanno battuto la notizia che starebbe per partire la sperimentazione dell'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) sulla CCSVI, ovvero l'insufficienza venosa cerebro-spinale cronica, e tutti i media hanno titolato erroneamente che si era dato il via allo studio Zamboni, che da anni lotta per trovare una relazione tra appunto la CCSVI (patologia da lui scoperta) e la sclerosi multipla.

Secondo l'equipe del professor Paolo Zamboni, infatti, la CCSVI sarebbe strettamente legata alla sclerosi multipla e che per migliorare le condizioni di salute di chi soffre di sclerosi multipla basterebbe una semplice angioplastica dilatativa. Se ciò fosse confermato, stravolgerebbe le teorie di chi fino ad oggi ha creduto che la sclerosi multipla fosse una malattia autoimmune.

La notizia della sperimentazione dell'AISM è quindi stata accolta come una vittoria da tutte quelle persone che hanno sempre sostenuto e creduto nelle teorie del professor Zamboni. Solo che da tale sperimentazione il professor Paolo Zamboni si è completamente dissociato tanto che i primi di settembre il medico si è dimesso dallo Steering Committee dello Studio Epidemiologico FISM (Fondazione Italiana Sclerosi Multipla).

Tale decisione arriva, in sostanza (ma che cercheremo di approfondire in futuri articoli interpellando i diretti interessati) perché il professor Zamboni, come si legge nelle sue lettere di dimissioni, è "fortemente convinto della non fattibilità dello studio seguendo il compromesso del protocollo INSEGNATO IN MODO DIFFORME RISPETTO AL MIO da altri centri giudicati idonei alla didattica, il timing imposto per la preparazione degli sperimentatori e la conseguente rilevazione dei dati".

"Il principio è che solo un operatore trainato a dovere è fornitore di un dato epidemiologico adeguato. Se non fornisce un dato epidemiologico attendibile va da sé che lo studio epidemiologico non ha alcun valore - continua nella lettera il professor Zamboni - Oltretutto con persone che ritengono che le anomalie da me individuate rientrino nella 'normalità' ed hanno idea di voler indagare altro oltre a ciò che è l'obiettivo dello studio; atteggiamento che posso apprezzare come espressione della sacrosanta libertà scientifica fino a quando non diventa lesivo metodologicamente; finendo per varcare perfino la soglia del dileggio, come provato dalle dimissioni avute tra i partecipanti prodotte dall'esacerbazione strumentale di quest'atteggiamento".

La lettera è possibile scaricarla all'indirizzo:

http://www.fondazionehilarescere.org/pdf/100921_news/hilarescere-05-LetteraProfZamboni_9-9-2010.PDF

AISM-FISM stanno quindi procedendo ad una sperimentazione DIFFERENTE dal metodo studiato dal professor Zamboni, e che quindi potrebbe non arrivare mai a dimostrare che la sclerosi multipla è una causa della CCSVI. Dall'altro lato "non condividendo le metodologie dello studio finanziato dalla FISM, l'Università di Ferrara e la Fondazione Hilarescere parteciperanno ad altri studi miranti ad individuare epidemiologia e modalità diagnostiche di CCSVI nella sua correlazione con la sclerosi multipla", come si legge sul sito dell'Associazione Ccsvi-Sm (http://www.ccsvi-sm.org).

Per questo motivo l'Associazione Ccsvi-Sm, di cui è presidente onorario Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, chiede al Ministro della Salute Ferriccio Fazio "l'immediata istituzione di un tavolo grazie al quale lo stesso prof. Paolo Zamboni possa, insieme al Ministero ed alla nostra Associazione, individuare subito una serie di Centri vascolari in Italia da formare alla diagnosi ed alla cura di CCSVI; e per non disperderne i risultati, organizzare anche la confluenza dei risultati nel Registro internazionale che la Fondazione Hilarescere, da lui costituita, ha già creato. Ciò al fine di utilizzarli anche nel secondo obiettivo, lo studio di correlazione di CCSVI con la sclerosi multipla, come indicato dal Consiglio Superiore di Sanità".

Filomena Darelli

MAINFATTI